Da pista ciclabile a discarica: allarme amianto a Francavilla

Sulla carta pista ciclabile, in realtà discarica a cielo aperto. Amianto e rifiuti pericolosi nelle campagne di Francavilla destinate a percorso ciclo - turistico.

amianto

FRANCAVILLA– Più che una pista ciclabile, una pista del degrado e dell’immondizia. Con tanto di amianto ed altri rifiuti speciali disseminati sul ciglio di una strada che, nelle intenzioni di qualche amministratore, avrebbe dovuto essere presa d’assalto dalle biciclette dei ragazzi e dei bambini delle vicine contrade che si snodano attorno alla Chiesa del Termitone. Invece, per inforcare la bici e pedalare su quello che, cartelli alla mano, risulta essere un percorso cicloturistico occorre tanto coraggio. Ma anche una mascherina d’ordinanza.

L’intera zona è infatti completamente ricoperta di rifiuti, con lastre di amianto capeggiare sul ciglio della presunta “pista”, anche impreziosita da pneumatici, bottiglie di vetro, elettrodomestici e, soprattutto, materiale edilizio di risulta

Uno spettacolo poco edificante, uno spettacolo anche pericoloso. Alcuni rifiuti, infatti, sono stati bruciati. L’ethernit, invece, in più casi sbriciolato. Ed è proprio l’ethernit a preoccupare maggiormente i cittadini. Anche il altre contrade, l’abbandono del pericoloso materiale è diventata una vera e propria piaga e il Comune, tranne che in casi particolarmente gravi come quello, registrato sempre da Telerama, che ha avuto come teatro contrada Forleo Superiore, non sempre viene rimosso in maniera più o meno tempestiva. Scarsa sensibilità al problema?

Macchè, si tratta di una questione di natura prettamente economica. Lo smaltimento del materiale tossico, infatti, ha un costo spesso proibitivo per un amministrazione Comunale, attualmente retta dal commissario straordinario Maria Rita Iaculli, particolarmente attenta al bilancio e al patto di stabilità. Per questo, lo stesso commissario ha già dato mandato agli uffici competenti, in primis quello urbanistica, di prevedere, affidandosi ad una ditta specializzata, una convenzione per lo smaltimento e la messa in sicurezza del materiale cangerogeno.

La convenzione, ovviamente, permettere di dimezzare i costi. Non certo di abbatterli. Per questo, nelle prossime settimane, il Comune istituirà un numero verde dove raccogliere segnalazioni circa l’abbandono dell’ethernit nelle campagne o, eventualmente e utopisticamente, registrare la volontà del singolo cittadino, pronto a sobbarcarsi le spese per lo smaltimento.

Nell’ultimo caso, i rifiuti pericolosi sono stati abbandonati, è bene precisarlo, su terreni prettamente privati. Un’eventuale denuncia da parte del Comune o delle forze dell’ordine, quindi, verrebbe indirizzata ai proprietari, chiamati a monitorare, se mai fosse possibile, l’inciviltà di chi continua a perpetrare questo scempio.