Mal di pancia nella maggioranza e il sindaco Galasso si dimette

Dopo il rimpasto, altre polemiche. E così, il sindaco di Torre Costantino Galasso ha rassegnato in mattinata le sue dimissioni: "Posso lottare con gli avversari, non chi dovrebbe essere mio alleato".

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TORRE SANTA SUSANNA- Fatale fu il reimpasto che, piuttosto che sanare le ferite interne alla maggioranza, le ha, piuttosto, peggiorate.. E ora, ricucire sembra essere davvero ardua. Forse addirittura impossibile visto che Costantino Galasso, primo cittadino di Torre Santa Susanna, in mattinata ha detto basta e, neanche troppo a sorpresa, ha rassegnato le sue dimissioni.

Opposizione troppo agguerrita? Macché. A far cedere il sindaco sarebbe stato il fuoco amico di chi, all’interno della sua stessa maggioranza, avrebbe manifestato, più volte, mal di pancia e segni di insofferenza.

I primi imputanti sono gli esponenti di Sel Franco Rodi e Francesca Epifani che, dopo quasi due settimane, si sono “dimenticati” di sottoscrivere, rispettivamente  le nomine ad assessore e consigliere con delega speciale.

Segnale, secondo i commentatori cittadini, di un certo malcontento di una frangia della variegata maggioranza che sostiene il governo nei confronti del reimpasto operato proprio da Galasso.

Il nodo sembra ruotare tutto intorno alla stessa Epifani, per cui il partito avrebbe invece “preferito”, piuttosto che una delega speciale, la carica di vicesindaco.

Per Galasso una sorta di ricatto, perpetrato da chi, come il gruppo di Sel, è però necessario alla tenuta del governo cittadino. Ma a rumoreggiare ci sarebbe anche la frangia che fa riferimento all’ex vicesindaco Serena Missere, anche lei fuori dalla giunta ma titolare di un’altra delega speciale. Oltra a rapporti tra i due che, da tempo, non sembrano essere più così idilliazi.

E così, ecco arrivare le dimissioni. Perché, ha dichiarato Galasso, “POSSO LOTTARE CONTRO I MIEI AVVERSARI, MA NON CONTRO QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE I MIEI ALLEATI”.

In una maggioranza che da Sel arriva fino all’estrema destra, un confine davvero labile.