Vertice Filanto, l’azienda darà un acconto: lunedì incontro a Roma per le verifiche

Si è concluso in serata il vertice al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Filanto: l'azienda si è detta disponibile a dare un acconto ai lavoratori, lunedì nuovo incontro al ministero per le verifiche.

Filanto - Casarano

CASARANO- Si è concluso in serata il vertice al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza dei 600 lavoratori della Filanto, da 8 mesi senza reddito. L’incontro ha avuto qualche minuto di tensione nella fase iniziale, per l’atteggiamento di chiusura di alcuni funzionari ministeriali, secondo i quali la legge non consentiva eccezioni nemmeno in questo caso. Dopo un’accesa discussione e qualche telefonata ai funzionari del ministero del Lavoro, la delegazione salentina è riuscita ad ottenere un nuovo incontro per lunedì: in quell’occasione il ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro si incontreranno per tutte le verifiche necessarie sulla possibilità di concedere la cassa integrazione e per studiare il piano industriale dell’azienda, che dovrebbe riassumere 50 persone e non più solo 35. Il problema del rilancio dell’azienda, che ha già fatto sapere che sta per ripresentare le istanze di concordato, verrà dunque analizzato nel dettaglio: Filanto ripresenterà il piano di ricollocamento realizzato nel 2010 e poi interrotto.

Nel corso dell’incontro, l’azienda si è impegnata a versare un acconto ai lavoratori, che non percepiscono lo stipendio da gennaio: non sono state definite le cifre, ma giovedì si terrà un incontro, a Lecce, in Prefettura, per la verifica con azienda. E’ importante dare un po’ di ossigeno a tante famiglie rimaste senza alcuna fonte di reddito: per coprire le mensilità arretrate, da gennaio in poi, servirebbero oltre 3 milioni e mezzo di euro.

La procedura di cassa integrazione avrebbe dovuto decorrere da gennaio 2013, ma è stata bloccata in seguito all’intervento delle fiamme gialle, che hanno proceduto a un sequestro conservativo. In seguito a questo intervento è saltato il concordato preventivo che consisteva nella liquidazione delle due aziende: con il sequestro sono venute meno le risorse che servivano al concordato, determinando il blocco della cassa integrazione, perché non vi erano più i requisiti per concederla.

Al tavolo ministeriale hanno partecipato i segretari generali e di categoria locali Cgil Cisl Uil, i responsabili dell’azienda, i rappresentanti istituzionali (sindaco di Casarano, assessori regionali al Lavoro e allo sviluppo economico e i parlamentari Marti, Capone, Bellanova e Palese) e i funzionari del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Il commento dei partecipanti è positivo: “E’ stata tracciata una road map per risolvere il problema delle mensilità arretrate e del rilancio dell’azienda” spiegano Marti e Palese. “La situazione degli oltre 600 operai del Gruppo Filanto senza stipendio né cassa integrazione da otto mesi e in attesa di certezze sul passato, il presente ed il futuro, è stata al centro di un incontro proficuo questo pomeriggio presso il Ministero dell Sviluppo Economico. Abbiamo garantito e confermato la nostra piena disponibilità e lo stesso hanno fatto il Direttore Generale del Mise Dott. Castano, l’azienda, le Organizzazione Sindacali, la Regione Puglia e sono state gettate le basi per risolvere a breve sia la questione della Cigs arretrata, sia quella della prospettiva futura che prevede un piano di rilancio aziendale”.

Più cauti i sindacati:”Si è trattato di un incontro produttivo, ma interlocutorio”, commentano Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce e Franco Nastrini, segretario provinciale Uiltec, che spiegano: “Lunedì prossimo la Regione incontrerà i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico per trovare soluzioni straordinarie finalizzate a colmare le mensilità pregresse, vale a dire quanto dovuto ai 600 lavoratori del cluster Filanto da gennaio a oggi. Purtroppo l’azienda, a suo tempo, ancora prima del sequestro da parte della Guardia di Finanza, non ha presentato il concordato preventivo per ottenere la concessione della cassa in deroga ministeriale. Ecco perché occorre che i ministeri trovino una soluzione straordinaria.

Nel frattempo, giovedì prossimo, in Provincia, verificheremo la volontà da parte dell’azienda di venire incontro a questa situazione drammatica. Intanto – concludono – l’azienda dovrà adoperarsi per ottenere subito gli ammortizzatori sociali utili a salvare il futuro di centinaia di lavoratori e su questo, come Uil, continueremo a vigilare”.