San Teodoro 2013, fede e folklore invariati. Bancarelle spostate

Qualche novità, qualche polemica di troppo ma, alla fine, la fede e la tradizione restano invariate. Grande trasporto emotivo per le celebrazioni di San Teodoro, santo patrono di Brindisi. Ieri la processione a mare e lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

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BRINDISI- Dopo un anno di esilio forzato, San Teodoro torna nella sua location ideale. E lo fa portandosi dietro anche le discusse bancarelle, meglio, gli stand espositivi forse più costosi, forse no. Il resto, quel che conta davvero, rimane invece invariato. La processione a mare dei santi, suggestivi, non ha bisogno di commenti. Solo di immagini, colorate dalla luce del tramonto. Suggestiva, mix ideale tra fede, tradizione, anche folklore.
Come quando, al calar del sole, il sandalo, la barca che trasporta le statue, approda di fronte alle colonne romane. Le effigi di Sal Lorenzo e Teodoro sbarcano sulle banchine e, insieme con loro, sotto lo sguardo dei fedeli, sfilano le reliquie.
Tocca poi a monsignor Domenico Caliandro, vescovo di Brindisi e Ostuni, salire sul palco e, per la prima volta, tenere il suo atteso discorso. Messaggi universali di pace, di fratellanza, soprattutto armonia. Anche quella sociale, da costruire con oculate scelte politiche. Poi, le prime impressioni per il suo primo San Teodoro.

La parola passa quindi al sindaco Mimmo Consales. L’edizione 2013 sarà ricordata per alcune novità. Anche, per alcune polemiche, Fisiologiche quando si cambia un po’, si cambia tanto, si cambia, ne è certo il primo cittadino, in meglio.
Infine lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Quasi venti minuti di nasi all’insù per le migliaia di presenza accorse sul lungomare. Perché si può cambiare, ma alcune cose, forse le più belle, restano sempre uguali.