Amiu Taranto, Capriulo: “Cambiamento o paga Pantalone”

Capriulo se la prende col sindaco Stefàno: “E’il responsabile”. Il consigliere comunale di opposizione, Dante Capriulo, interviene ancora sulla grave situazione dell’azienda d’igiene di Taranto, l’AMIU

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TARANTO- L’Assemblea dei Soci per l’approvazione del bilancio AMIU del 2012 è prevista per il 9 settembre. “Verificheremo se in quella data sarà approvato il bilancio” ha detto Dante Capriulo, consigliere comunale di opposizione di Taranto, in riferimento alla grave situazione economica dell’azienda d’igiene della città ionica.

“Il passivo dell’anno 2012 dovrebbe essere di circa 10 milioni di euro – ha aggiunto Capriulo – il che porta il debito totale dell’azienda ben oltre i 50 milioni di euro. Più del doppio del capitale sociale”. Capriulo parla di “situazione pre-fallimentare” e punta il dito contro il primo cittadino Stefàno: “Governa oramai da ben 7 anni – attacca il consigliere – e non ha mai voluto assumere decisioni coraggiose e di cambiamento sulla gestione della principale azienda comunale”.

Capriulo affonda il colpo: “La Giunta Comunale, il 17 luglio scorso, con atto deliberativo dalla dubbia legittimità, ha dovuto anticipare i pagamenti delle fatture mensili all’AMIU di luglio, agosto e settembre 2013 per oltre 9 milioni di euro. Alla faccia della buona gestione”.

L’azienda costa ai cittadini di Taranto circa 35 milioni di euro all’anno, per questo Capriulo chiede al nuovo presidente del CdA, Cangialosi, di “essere più trasparente: dovrebbe già far conoscere alla città qual’è la situazione di bilancio del 2013 e il perchè si continuano a pagare profumatamente professionisti esterni, anche a parenti del sindaco, per centinaia di migliaia di euro”.

La trasparenza è richiesta anche sul verbale della verifica fiscale eseguita dalla Guardia di Finanza e terminata ad aprile del 2013 e sulla gestione della spesa: “Ad esempio – si chiede Capriulo – che bisogno c’era di acquistare 14 telefonini di nuova generazione, a maggio del 2013, per “assegnarli” a vari funzionari dell’azienda?  Perchè altrimenti la regola è sempre la stessa del passato – conclude Capriulo – tanto paga il pantalone dei cittadini tarantini”.