Morti bianche: “Anche la crisi mina la sicurezza sul lavoro”

La crisi mina la sicurezza sul lavoro, ma gli investimenti sono necessari, perchè salvano vite umane, e fanno anche risparmiare le aziende. E' questo il pensiero unanime degli operatori del settore

morti lavoro

FRANCAVILLA– “La crisi mina la sicurezza sul lavoro, ma gli investimenti sono necessari, perchè salvano vite umane, e fanno anche risparmiare le aziende”. Questo l’intervento di Giovanni De Filippis, responsabile dello Spesal, all’indomani della morte dell’operaio Angelo Reschi, 38 anni, originario di Galatina ma residente ad Aradeo, travolto dall’acqua e la melma mentre lavorava all’interno di un cantiere a Francavilla Fontana.

Ancora non si era realizzato il tragico destino di Mario Orlando, 53enne di Taurisano, dipendente  del salumificio “Scarlino”, ingoiato dall’impastatrice, l’enorme macchinario che, come ogni giorno, era impegnato a ripulire poco prima della fine del suo turno.

Due terribili morti bianche nel giro di due giorni. Due inchieste aperte rispettivamente dalla Procura di Brindisi e da quella di Lecce e un urlo unanime che si leva anche da parte dei sindacati che commentano la decisione della Prefettura di convocare una riunione della Conferenza Permanente: “Bisogna investire sulla sicurezza”