Il ricordo di Salvatore Fitto e una donazione per “donare” il suo sorriso

Ieri, a Maglie, il ricordo di Salvatore Fitto, politico abile e indimenticato: nasce una fondazione in suo onore. Il ricordo di De Mita, D’Alema, Urso e Signorile. La presenza a sorpresa di Alfano e Lupi: gesto di amicizia, ma anche mossa politica.

Fitto

MAGLIE-  Salvatore Fitto, a 25 anni dalla sua morte in un tragico incidente, è ancora nel cuore della gente: lo dimostra la massiccia presenza di pubblico che ieri a Maglie è accorsa per il ricordo di un governatore “che fece crescere la Puglia e che seppe dialogare con tutti”. C’erano i protagonisti di quella stagione, ma anche quelli di oggi. Il vicepremier, Angelino Alfano, e il ministro Maurizio Lupi si sono presentati a sorpresa e hanno seguito con attenzione tutti gli interventi: un gesto di amicizia verso Raffaele Fitto che ha anche il significato politico di una mano tesa delle colombe nel delicato passaggio a Forza Italia.  

Massimo D’Alema, che nell’85 era all’opposizione in Regione Puglia, ricorda salvatore Fitto come “l’uomo del dialogo, un politico di razza amato dalla gente, un trascinatore  che si guadagnava i voti sul campo, uno che sapeva cos’era la militanza”. “Un uomo che sapeva dialogare con Pci e Psi: c’era il rispetto reciproco e la capacità di ascoltarsi”, spiega D’Alema, che poi svela un retroscena: “Tra avversari non c’era odio, nella vita privata si restava amici: io sono amico di Raffaele, suo figlio mi ha chiesto consiglio prima di scendere in politica e devo dire che un periodo l’ho corteggiato e ho sperato che venisse dalla mia parte”.

Claudio Signorile, all’epoca ministro dei trasporti del governo Craxi, parla di Totò Fitto come “un uomo delle istituzioni, un abile programmatore a cui la Puglia deve tante infrastrutture”. Giacinto Urso, lo descrive, con commozione, come un uomo dalla grande umanità, ottimista, passionale e legato alla famiglia.

L’ex presidente del consiglio, Ciriaco De Mita, rivela ai presenti di non essere stato lui a impedire a Fitto padre di andare in Parlamento: “Fu lui che scelse, unico presidente di Regione, di restare in Puglia”. Salvatore Fitto mise al centro della sua politica il tema del Mezzogiorno e la lotta alla disoccupazione di massa, come priorità per difendere la democrazia: il 29 agosto del 1988, all’età di 47 anni, si è violentemente bloccata l’ascesa di un politico indimenticato.

La gente non ha dimenticato il suo sorriso: quel sorriso che attraverso la Fondazione Salvatore Fitto si vuol trasferire sulla bocca di chi ha bisogno. L’obiettivo della manifestazione viene spiegato da Raffaele Fitto in chiusura, dopo i ringraziamenti: una fondazione per fare del bene, che agirà fuori dall’agone politico nel segno del sorriso del padre.