Insicurezza sul lavoro, a Lecce già due morti e 3258 infortuni nel 2013

Inquietanti i dati dell'Inail, a Lecce si rischia troppo spesso la vita sul lavoro: nei primi 7 mesi del 2013 già due morti e 3258 infortuni, nel 2012 7 morti e oltre 6000 infortuni

morti lavoro

LECCE- Il prezzo dell’insicurezza sul lavoro è, ancora, incredibilmente alto. I dati dell’Inail, relativi soltanto alla provincia di Lecce, sono da allarme rosso. Nel 2013, si sono registrate già due morti bianche e, nei primi sette mesi dell’anno, ben 3.258 infortuni sul lavoro. Dati che fanno il paio con quelli del 2012 e che delineano una strage: 7morti, 6.064 infortuni. I più colpiti sono i settori di sempre, edilizia e agricoltura, a cui segue l’industria, in particolare il metalmeccanico.
È questa la lista nera alla quale si aggiunge l’incidente di Francavilla Fontana, dove a perdere la vita è stato Angelo Reschi. A maggio, a Falconara Marittima, è morto, in seguito alle ustioni riportate a causa di un getto di vapore fuoriuscito improvvisamente da un tubo, il 54enne Francesco Fiore, operaio di Veglie, dipendente della Ferplast di Taranto.

Nel 2012, invece, delle sette morti bianche, quattro sono state dovute a incidenti stradali mentre si andava o tornava dal posto di lavoro. Un operaio salentino ha perso la vita in Campania, travolto da una trivella. Altri due incidenti si sono registrati entrambi nel luglio 2012.

Il 12 luglio, Gianluca Albanese, un operaio edile di 35 anni, ha perso la vita folgorato per la rottura accidentale di un cavo dell’alta tensione, sulla strada provinciale che collega Monteroni con Leverano. Il 18 luglio, è toccato a Fernando Gala, 57enne di Copertino, precipitato da tre metri mentre lavorava in un cantiere edile in città.

Per il 2012, degli oltre 6mila incidenti, 68 quelli gravi, che hanno richiesto l’apertura di un’inchiesta dello Spesal. Non tragedie, ma infortuni spesso evitabili, se venissero rispettate le norme di sicurezza.