Un’attesa lunga un secolo, treni veloci entro l’anno

I treni veloci delle fse arriveranno entro l'anno. Il prossimo mese finiranno i lavori di sostituzione delle rotaie. Un'attesa, però, che è costata un secolo di lentezza al Salento

treno

MAGLIE- L’attesa dura da oltre un secolo. Non è una metafora. Le rotaie datate 1909 sono ancora lì, sui binari a sud di Maglie. Sono i prossimi che saranno sostituiti, entro settembre. I lavori sono già iniziati sulla tratta che va da Maglie a Gagliano del Capo.

Appena modificati quelli sulla Maglie-Otranto e sulla Casarano- Gagliano. È conto alla rovescia per la svolta. Almeno questo promettono dalle Fse. “Entro l’autunno- specifica Luciano Rizzo, direttore di esercizio-, assieme al Ministero dei Trasporti, sarà effettuato il collaudo definitivo su queste linee per i nuovi treni, gli Atr 220. Entro la fine dell’anno, e si spera anche prima, entreranno finalmente in funzione”.

Tradotto, significa che su quella linea ferrata, che finora non ha potuto sopportare un carico maggiore, potranno TRENO2viaggiare spediti i treni bianchi e rossi che arrivano fino a 120km orari, un miraggio per il sud Salento, costretto fino ad oggi alla lentezza più assoluta, con velocità che non possono superare i 70- 80 km/h e, in alcune zone, addirittura 40 km/h.

Certo è che la virata si aspettava già parecchio prima. È dell’agosto del 2011 l’annuncio ufficiale dell’allora assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, e della titolare allo Sviluppo Economico, Loredana Capone. “Da Zollino a Gagliano del Capo in 30 minuti rispetto agli attuali 60 a bordo di treni moderni confortevoli”, era stata la promessa. Si vedrà. Di sicuro, però, stando anche alle perplessità delle Ferrovie Sud Est, quel minutaggio si potrà raggiungere soltanto saltando le stazioni intermedie.

È costato 120 milioni di euro il progetto di ammodernamento della rete, fondo Fesr 2007-2013 che coinvolge 30 comuni. Un tassello che avrebbe dovuto aggiungersi a quello, per il momento lontano, del collegamento shuttle tra l’ospedale Perrino e l’aeroporto di Brindisi, attraverso il quale si potrebbe arrivare “in poco più di un’ora dall’estrema punta del Salento all’aeroporto”. Sempre promesse fatte all’epoca da Minervini. E che si spera non si realizzino fra un altro secolo.