Bye bye full time, torna il caos in Sanitaservice

Nessuna possibilità di passaggio al full time per i dipendenti di sanitaservice. La brutta sorpresa in una circolare dell'assessorato regionale, destinata a creare nuovo scompiglio

protesta Sanitaservice

BARI- Chi ci aveva sperato, chi ha lottato a lungo per rivendicarlo, salterà sulla sedia. Nonostante le promesse e le prospettive decantate, non c’è nessuna possibilità di passare al full time per i dipendenti di Sanitaservice. La verità nuda e cruda è contenuta in questa circolare a firma dei dirigenti dell’assessorato alla Sanità della Regione Puglia e dell’assessore al Welfare Elena Gentile. Porta la data del 9 agosto scorso ed è stata inoltrata ai sindacati giusto due giorni fa. Arriva dopo gli incontri tenutisi a Bari, il 12 giugno e 12 luglio, con i direttori della Asl e gli amministratori delle società inhouse, successivi alla trattativa estenuante durata mesi a Lecce e culminata in una dura occupazione di via Miglietta e del tetto del Fazzi.

Si fa riferimento alle pronunce della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, della Sardegna e della Lombardia, per riconoscere che “la trasformazione del contratto di lavoro da part time a full time si configura quale nuova assunzione e in quanto tale deve avvenire nel rispetto delle modalità e dei limiti previsti in tema di assunzioni”, in particolare nella legge finanziaria 2008.

Dunque, incrementare l’orario è possibile, almeno fino a 35 ore. Quella in più che fa scattare il full time è da dimenticare. E non per un anno. Il divieto vige almeno fino al 31 dicembre 2015, termine fino al quale varrà l’applicazione anche alle inhouse del decreto relativo alle “disposizioni limitative delle assunzioni previste per l’amministrazione controllante”, vincolo confermato il 23 luglio scorso anche dalla Corte Costituzionale.

Si spera nell’uscita dal Piano di Rientro, che prevede il blocco totale del turn over. Solo dopo si potrebbe procedere, tramite autorizzazione regionale, a nuove iniezioni di personale nell’organico. In attesa di questo, però, le bocce dovranno rimanere ferme. Immobili. “Qualora le organizzazioni sindacali ravvisino la necessità di aumentare le ore lavorative del personale, dovranno procedere nel rispetto della normativa, comunque astenendosi da qualsiasi trasformazione del rapporto di lavoro a full time”.

Tanto basta per far riscoppiare la bagarre, sempre in agguato in Sanitaservice Lecce.

“Questa circolare dimostra che noi avevamo ragione, quando dicevamo che l’aumento delle ore doveva avvenire in modo legittimo e senza fretta- dice Dario Cagnazzo, Fsi-. Invece, l’assessorato e la presidenza del consiglio regionale, al fine di dare visibilità ad una sigla sindacale, peraltro non firmataria di contratto, e mettere in cattiva luce le altre OO.SS., ha obbligato i direttori generali a trovare le ore per aumentare il part time ai lavoratori interessati e in alcuni casi per portarli a full time, senza tener conto delle disposizioni legislative in materia e non tenendo conto di quanto noi chiedevamo e cioè di procedere all’aumento delle ore senza forzature, in modo da evitare l’insorgere di eventuali problematiche che possono portare alla distruzione di tutto quel lavoro fatto per la costruzione del percorso dell’internalizzazione del personale”.