Porto Miggiano, altri massi per bloccare i bagnanti

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PORTO MIGGIANO- Altri due massi monolitici da questa notte bloccano l’accesso alla spiaggetta di Porto Miggiano. Li hanno piazzati questa gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo Forestale, guidati dall’ispettore Antonio Panzera, e intanzionati a fermare i bagnanti che, di rispettare i sigilli, proprio non ne vogliono sapere.
Solo domenica scorsa ne sono stati denunciati altri 15 che avevano scavalcato il primo blocco per trascorrere la mattinata sulla cala ai piedi del costone roccioso finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura.

La misura è stata disposta dai due sostituti Antonio Negro ed Elsa Valeria Mignone, in attesa che sia installato il cancello che impedirà ogni possibilità di accesso alla piattaforma.

Il blitz della Forestale da un lato, e l’arrivo di un gruppo di ambientalisti, dall’altro, già ieri avevano reso roventi i toni e il confronto con un gruppo di locali, nel corso di un sit in di raccolta firme per chiedere il dissequestro della cala. E poco c’è mancato che s’arrivasse alle mani.

Intanto il 7 novembre prossimo il rigetto delle istanze di dissequestro della cala arriverà davanti alla Corte di Cassazione. Tanto la Procura, prima, quanto il gip Vincenzo Brancato, poi, hanno detto no alla richiesta di rimuovere i sigilli che il comune di Santa Cesarea Terme ha presentato con l’avvocato Pietro Quinto. Una decisione legata al rischio crollo e alle esigenze di accertamento della staticità della falesia, oggetto di una consulenza ancora in corso.