File e prezzi maggiorati al carcere, la direzione: “Costi e attesa nella norma”

carcere brindisi

BRINDISI- File d’attese nella norma, con tanto di gradimento da parte degli utenti, e prezzi di snack e bevande in linea con le tabelle del settore.
Il direttore del carcere di Brindisi, Annamaria Dello Preite, smentisce con forza le accuse lanciate ai microfoni di Telerama dall’associazione “Nessuno tocchi Caino” che, per voce di Tommaso Lima aveva denunciato quello che oggi, con tanto di riferimenti normativi e numeri, viene contraddetto.

“Non risponde al vero – si legge nella nota inviata dal direttore – che i prezzi dei generi acquistabili all’interno di questo Istituto hanno un costo per ben tre volte superiore al normale. Vero è, invece, che, secondo la normativa attualmente in vigore questa Direzione procede alla verifica mensile delle tabelle dei generi in vendita al sopravvitto ed al controllo dei prezzi praticati dall’impresa fornitrice. L’accertamento – continua la Dello Preite – è finalizzato a verificare che i prezzi di vendita dei generi alimentari e di conforto non eccedano quelli comunemente praticati negli esercizi della grande distribuzione identificati al punto VIII della tabella merceologica. allegato nr 5 – della legge,nr 426 ell’11/6/197l ed è effettuato presso un esercizio commerciale individuato, concordemente con I’impresa fornitrice, tra quelli prossimi alla sede dell’istituto”.

Questo, per quanto riguarda i prezzi. Ma non basta. Perché nel carcere di Brindisi, assicura la direttrice, nell’ultimo anno è stata anche incrementata la gamma dei generi alimentari e degli articoli acquistabili all’interno. Si va dalle tendine per la doccia alle più comuni merendine, passando ai risotti,alla cioccolata, al taglia capelli. Inoltre ogni sezione è stata dotata, in aggiunta al frigo, di un pozzetto per una corretta conservazione degli alimenti.

Insomma, una situazione ben diversa da quella descritta dai radicali. Ancor più in merito ai disagi derivanti dalle lunghe, e presunte attese effettuate dai famigliari prima di accedere ai colloqui con i detenuti. “si rileva – scrive la direttrice della casa circondariale – che questo Istituto e dotato di due sale, rispettivamente di 14 e 5 postazioni, all’interno delle quali dal lunedì al giovedì si svolgono mediamente 20/25 colloqui al giorno”.

Le segnalazioni lamentate dall’associazione Nessuno tocchi Caino non sono, per altro, mai arrivate alle orecchie della direttrice.
“Nessuna segnalazione – precisa la Dello Preite – è mai pervenuta a questa Direzione, né da parte dei familiari ne da parte dei detenuti, che, invece, proprio con riferimento alla problematica, hanno espresso pubblico apprezzamento per il progetto di accoglienza dei bambini in visita ai genitori”.

Insomma, tutto nella norma. A dispetto delle accuse lanciate.