MIR, Pagliaro: “Io, imprenditore, l’Imu la voglio pagare”

Paolo Pagliaro

LECCE- “La battaglia portata avanti in queste ore per l’abolizione dell’IMU per tutti mi sembra puramente demagogica e contraria ad ogni principio di solidarietà ed equità sociale”. Così il coordinatore regionale di MIR Puglia, Paolo Pagliaro.

“Sono un imprenditore che si ritiene privilegiato rispetto a tanti”, prosegue. “Non riesco a capire quindi, perché non dovrei pagare l’IMU al pari di un’ umile famiglia di 4 persone che vive in quartieri periferici tra mille difficoltà economiche. Ormai sembra una barzelletta: se si pagasse anche per la prima casa, escludendo le fasce più deboli, si potrebbero portare avanti i tanti interventi seri ed urgenti di cui ha bisogno il Paese.

Già dalla scorsa campagna elettorale, il presidente del MIR Gianpiero Samorì lanciò la proposta di investire i 5 miliardi dell’IMU nella cultura,nell’istruzione e nella formazione che non avrebbe potuto non incontrare il consenso degli italiani maturi che non credono alle fiabe. Ci aspetteremmo un maggior contatto con la realtà: i cittadini, in questo momento storico, si aspettano innanzitutto prospettive per il lavoro e per la crescita.

Un governo e una politica seri e determinati dovrebbero puntare dunque, su una riduzione delle tasse sul lavoro e per le imprese, e di tutte quelle che possono incidere sull’occupazione e sui consumi. Non si può ascoltare un dibattito tanto sterile sull’IMU di cui vorrebbero esentarsi anche i ricchi per le prime case, mentre incombe il pericolo dell’aumento dell’IVA. Bisogna aumentare la competitività delle nostre aziende, che oggi pagano il costo del lavoro più alto in Europa senza che lo siano anche gli stipendi. Sarebbe necessario, come abbiamo proposto, un aumento di 250 euro sulle buste paga dei lavoratori: un sacrificio che lo Stato dovrebbe essere disposto a compiere e che darebbe senza dubbio stimolo ai consumi.

Intanto, abbiamo imposte a dir poco ridicole come IRAP e IRPEF e su quelle è calato il silenzio assoluto, ma non si toccano i patrimoni ingenti. Opportuno ricordare, a questo riguardo, la proposta del MIR di introdurre una patrimoniale per chi ha patrimoni superiori ai dieci milioni di euro, perché i cittadini sono stanchi di sentire che il destino del governo sia legato al pagamento o meno di questa imposta da parte dei più benestanti. È un dibattito offensivo e un po’ ridicolo considerando i veri problemi che attanagliano la nostra economia. Se dobbiamo assistere a queste performances, è meglio tornare a votare e subito.

Io, da benestante, non vedo perché non dovrei pagare l’IMU sulla prima casa, sapendo anche che può concorrere a migliorare servizi essenziali per la nostra società. Sarei felice di poterlo fare. Meno contento –conclude Pagliaro- di ascoltare questi dibattiti tristi che di amore per il Paese non hanno nulla, ma una buona dose di demagogia, invece, si”.