Oncologia dimezzata? Il TDM: “Casi limite anche altrove”

annamaria-De-Filippi1-470x320

GALLIPOLI– Anna Maria De Filippi, presidente del Tribunale dei diritti del malato di Lecce, è durissima. Difende a spada tratta Giuseppe Serravezza, il direttore responsabile dell’unità di oncologia dell’ospedlae di Gallipoli che ha presentato un esposto in Procura dopo la sospensione di 4 posti letto per tutta l’estate, a quanto pare unica via, secondo la Asl, per poter consentire al personale di andare in ferie.

“Se la Procura della Repubblica vuole ascoltare anche noi, siamo a completa disposizione per essere uditi come persone informate sui fatti di cui siamo a conoscenza”, dice la De Filippi, che amplia lo sguardo e tira in ballo anche altre situazioni limite in altri nosocomi: “Oltre alla questione degli oncologici, ci sono situazioni disumane, come quelle di affetti da Sclerosi multipla o di Halzeimer che, nell’ospedale di Casarano, sono costretti a curarsi in ambulatori di due/tre metri quadri, appiccicati gli uni agli altri senza un minimo di privacy”. E poi l’affondo: “Abbiamo sostenuto sempre le politiche a favore dei malati, come i pretoriani avevano sostenuto Cesare finché aveva fatto gli interessi di Roma. Poi gli si rivoltarono contro quando pensò di fare soltanto i fatti propri”.

Fino al 15 settembre sono sospesi 73 posti letto in tutta la Asl. Sono stati rinviati soprattutto gli interventi programmabili, per concentrarsi sulle urgenze. Ma né la diagnosi né le cure oncologiche sono rimandabili. Certo, la Asl si difende.

Insomma, a Gallipoli ci sarebbero tutto l’anno più posti letto di quelli previsti dalla programmazione regionale. Eppure, la verità è che non bastano mai. È anche per questo che Serravezza, da parte sua,  non accenna ad un passo indietro: “Abbiamo lavorato sempre per migliorare la condizione dei nostri malati. È grazie al sacrificio di medici ed infermieri, volontari e pazienti, molti dei quali non più fra noi, se oggi il nostro territorio può vantare una rete di servizi oncologici di assoluto valore. Continueremo a batterci, sempre ed in ogni modo sarà necessario, perché tale patrimonio non venga smembrato o disperso. Tanto dobbiamo ai nostri malati di ieri, di oggi ed anche a quelli di domani”.