Gallipoli, Happy Hour senza alcool? Forse

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GALLIPOLI- Si può combattere il caos a Gallipoli con il proibizionismo? I gestori sono scettici: c’è il danno economico da mettere in conto, il limite all’iniziativa privata, ma anche il fatto che l’alcool si può sempre acquistare a buon prezzo da supermercati o abusivi che girano per le spiagge. L’happy hour senza alcool deciso ieri in prefettura è una doccia fredda per alcuni giovani turisti che hanno voglia di divertirsi e che in questi giorni vogliono godersi i tramonti gallipolini in riva al mare, con un bel cocktail in mano e tanti decibel sparati per ballare un po’.

La linea dura, però, rassicura residenti e turisti più in là con l’età, che non ne possono più di schiamazzi, musica a tutto volume, urina a cielo aperto e vandalismo: il video denuncia dei residenti di Baia verde parla chiaro.

Nonostante le due settimane più gettonate siano già alle spalle, a Gallipoli continuano ad arrivare orde di giovani in cerca di divertimento, soprattutto da Napoli e da Bari: la notizia dei limiti agli alcolici li delude, ma sicuramente troveranno il modo per procurarseli anche a basso prezzo, come già avviene. Perché una consumazione alcolica sul lido arriva a costare 10 euro e spesso si va in spiaggia con le birre in mano comprate da abusivi o dai supermercati, come spiega il gestore del Samsara, Rocco Greco.

A telecamere spente qualcuno si lamenta della decisioni prese in prefettura, perché sarebbero palliativi per sopperire alla mancanza di personale. Non ci sarebbe un numero sufficiente di forze dell’ordine in grado di fronteggiare un aumento esponenziale di turismo di massa aumentando i controlli e  nella parte centrale di agosto Gallipoli rischia di andare in tilt. Per la Prefettura, invece, si tratta di misure idonee a non militarizzare la città.

Tutti sembrano accettare le nuove regole, ma nessuna licenza è stata ritirata: c’è solo la promessa dei gestori in campo, l’alcool può essere ancora venduto.