Esposto contro l’Asl, De Filippi: “L’avremmo fatto anche noi”

annamaria-De-Filippi1-470x320

LECCE– Dopo l’esposto in procura di Serravezza per carenza di organico nell’ospedale di Gallipoli (annunciato ai microfoni di Telerama) si susseguono le reazioni. Il direttore Mellone, sempre a Telerama, si è detto sconcertato: non si aspettava un esposto, senza nemmeno essere avvisato : ha replicato di aver messo a disposizione di Serravezza, in passato, sempre più personale del previsto.

Nella querelle si inserisce il Tribunale dei diritti del malato, che per bocca della sua presidente, Anna Maria De Filippi, esprime solidarietà nei confronti del presidente della Lilt, “che ha avuto il coraggio di fare una denuncia choc, per la carenza di assistenza per molti malati oncologici a causa della carenza di personale infermieristico”.

La responsabile continua puntando il dito sull’inerzia che ci sarebbe stata, nonostante gli allarmi lanciati anche dal Tribunale dei Diritti del Malato: “Questa situazione era stata preannunciata dallo stesso dr. Serravezza e noi volontari del TDM, nella persona della scrivente e della responsabile del TDM di Gallipoli Prof.ssa Agata Coppola; siamo intervenute in merito a ciò e anche per l’aumento dei posti letto per i dializzati dal momento che molti pazienti erano in attesa di sapere se potevano venire per le loro vacanze (maggio-giugno 2013). Le risposte della Direzione Generale e Sanitaria erano state rassicuranti. Però mentre per la dialisi la situazione ha trovato soluzione per l’oncologia di Gallipoli si è verificato il blackout come previsto, tanto da esasperare il dr. Serravezza e indurlo ad una decisione così estrema come può essere un esposto alla Procura della Repubblica”.

Anna Maria De Filippi puntualizza che di fronte a tali carenze avrebbe, lei stessa, consegnato un esposto in procura e si dice disponibile ad essere ascoltata dai giudici, visto che la Regione Puglia spesso è sorda alle istanze e ai diritti dei malati: “Riteniamo che una politica sanitaria che tira dritta a risparmiare mentre con i tagli fatti chi ci guadagna sono “vicepresidenti e segretari di commissione, 391 euro in più al mese – per Vendola 2.600 euro (Gazzetta del Mezzogiorno 22.08.2013), è una politica che non tiene conto dell’interesse generale e noi volontari del TDM di Cittadinanzattiva siamo indignati. Abbiamo sostenuto sempre le politiche a favore dei malati, come i pretoriani avevano sostenuto Cesare finché aveva fatto gli interessi di Roma, poi si rivoltarono contro quando Cesare pensò di fare soltanto i propri interessi”, conclude la presidente.