“Venite ad arrampicarvi”, così il Ciolo si trasforma in giostra

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GAGLIANO DEL CAPO- A metà pomeriggio, la bellezza del Ciolo è tutta qui: una roccia che sprofonda nella pancia della terra, sentieri scoscesi, il verde che s’alterna alla pietra. Il mare sembra lontano. È questa la versione del Ciolo che in pochi conoscono. Mentre scendiamo, ci imbattiamo negli arrampicatori legati alle corde, a risalire o ridiscendere le pareti in verticale. In tutto sono quattro. Da lunedì saranno oltre duecento. Un numero destinato a lievitare, visto che per il momento si attiene alle sole registrazioni già effettuate tramite il portale web dell’evento Salento Climbing Fest, come ci viene detto da chi è nell’organizzazione. Li incontriamo più giù, verso la litoranea.

Martello e trapano, stanno chiodando una strada verticale che prima non c’era. Lì perché le arrampicate siano più spettacolari per i visitatoriciolo2 anche dal ponte, nella settimana che s’appresta ad aprirsi e che richiamerà qui gli esperti e gli appassionati di tutta Italia.

Il programma della sette giorni è ricco e le attività a pagamento sono varie: non ci sono solo i corsi con le guide alpine o gli show di acrobati su funi fino a venti metri. Sarà installata anche una teleferica, per un volo sospeso sul mare, al di là del ponte fino alla roccia. E poi il “Blue Jump”, quella che viene presentata come “un’incredibile calata di 40metri nella grotta del Pozzo, con visita al laghetto naturale al suo interno”. Attività pubblicizzata sì, per quanto, badate bene, “espressamente vietata nel parere vincolato rilasciato dal Parco Otranto- Leuca”, come conferma Francesco Minonne, nel direttivo dell’ente. È proprio questo il punto, che ha già sollevato polemiche: il rischio di trasformare questo posto in una giostra.

È vero, l’arrampicata è uno degli sport più compatibili con l’essenza di un parco. Ma dipende dal territorio e dai numeri. Un’attività intensiva di questo tipo, centinaia di arrampicatori e, si presume, qualche migliaio di visitatori, concentrati tutti lì in una settimana, sono sostenibili per un’area delicatissima come il Ciolo, bene non raro ma unico, irripetibile, dell’intero Salento?

Per loro, gli organizzatori che vengono da Milano e hanno ottenuto il patrocinio di Comune di Gagliano del Capo, Provincia di Lecce, Coni e un sì vincolato pure del Parco, si tratta di valorizzare uno scorcio ridotto spesso a latrina pubblica.

Il Ciolo è zona rossa del Pai, soggetta a vincoli idrogeologici strettissimi. Delicata come non mai è la grotta della Mannuta, a 50m sul mare. Lì a luglio sono stati attrezzati altri dieci percorsi verticali dallo stesso gruppo. Anche questa è stata esclusa, come tutte le cavità carsiche, dal parere del Parco. Eppure, la si trova promossa su internet a richiamare turisti. E a confondere il limite tra il fruibile e lo sfruttabile. Ciò che il cuore più fragile del Salento non può affatto permettersi.