Sparkle dei misteri, il sindaco: “Intervenga subito l’Arpa”

'Sparkle' a Casarano

CASARANO–  Provvedimenti immediati con la richiesta di indagini accurate da parte degli organi competenti, in questo caso l’arpa. Il sindaco di Casarano Gianni Stefano non intende perdere più tempo e decide di prendere in mano la delicata vicenda della Sparkle, l’azienda di radiofarmaci sorta in contrada calò , tra gli ulivi alla periferia di Casarano. Perche a chiederlo sono ora gli stessi cittadini e le associazioni ambientaliste che sollecitano verifiche immediate circa il rischio radiottività che potrebbe derivare dalla dismissione e dall’abbandono della struttura e dei macchinari. Perchè da mesi ormai la Sparkle è chiusa, deserta, abbandonata a se stessa. Del resto come potrebbe essere altrimenti dal momento che che il 21 marzo scorso l’agenzia nazionale del farmaco ha sospeso alla sparkle,  l’autorizzazione alla produzione di farmaci, ovvero lo scopo per il quale l’azienda era sorta e per il quale la regione puglia ne aveva finanziato la realizzazione con  oltre 4 milioni del Pit 9.

Non solo, lo scorso agosto la stessa agenzia avrebbe sospeso l’autorizzazione anche all’Acom di macerata, ovvero l’azienda madre  della produzione di farmaci radioattivi di cui la Sparkle è la propaggine salentina.  Cosa sia rimasto all’interno non lo sa nessuno. Potrebbero esserci rifiuti pericolosi, sostanze reflue derivanti dalla produzione chimica dei farmaci, scarti radioattivi. Ma questo è impossibile accertarlo dal momento che né i vigili del fuoco, né l’arpa riescono ad accedere alla struttura per poter effettuare i sopralluoghi necessari.

Abbiamo un po’ le mani legate, dice il sindaco Gianni Stefano, perche all’ufficio tecnico del comune non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale di cessazione di attività nonostante sappiamo che l’ azienda non puo piu produrre.

Ora che il ciclo produttivo è fermo e il  bunker è completamente vuoto, rimane l’amaro in bocca: a cosa è servito quel finanziamento che sarebbe dovuto essere destinato allo sviluppo del territorio chiaramente a vocazione diversa? Cosa rimane alla comunità di Casarano che nonostante le lunghe battaglie ha dovuto fare i conti un vorticoso giro di interessi  poco chiari che hanno scavato per la Sparkle una corsia preferenziale in barba alle lentezze della burocrazia?

I vigili del fuoco, con un ingegnere incaricato, più volte hanno bussato alle porte dell’azienda , ma non c’è mai stata risposta. Eppure  un’ attivita di quel tipo, produttrice di radiofarmaci, sostante radioattive, non puo essere chiusa semplicemente sbarrando una porta.  Ora però per quello  che sembra essere ormai un progetto fallito, qualcuno chiede il conto.

Il sindaco ha annunciato una sollecitazione immediata all’Arpa : le richieste dei cittadini, ha detto, saranno tenute nella massima considerazione, anche perchè non si può non tener conto delle indagini compiute dalla guardia di finanza di lecce che ha esaminato nei dettagli le procedure del finanziamento ottenuto evidenziando le autorizzazioni a tempo record ad esempio, rilasciate dal Suap di Casarano e i poco chiari movimenti di denaro che hanno costituito la base sulla quale ottenere il finanziamento individuando anche delle presunte responsabilità a carico dei protagonisti della vicenda: Gianluca Valentini,  amministratore della società, i soci Paola Panichelli,  mauro ballante e Sergio Foresi, nonchè Caterina Mastrogiovanni, nella sua qualità d’incaricata di un pubblico servizio, come responsabile, all’epoca del Suap di Casarano.