Sanità in ferie, posti letto dimezzati: esposto in Procura

corsia ospedale

GALLIPOLI-  Non ci ha visto più, ha preso carta e penna e ha scritto un lungo esposto, corredato da una mole di documentazione. Tutto inviato in Procura, quindici giorni fa. Di fronte alla riduzione dei posti letto per il periodo estivo nel suo reparto affollato, dopo un tira e molla inconcludente con la direzione della Asl, Giuseppe Serravezza non ha potuto fare altro che denunciare. Anche perché il suo non è un reparto qualunque e non è certo di quelli in cui si può aspettare o programmare un servizio a scadenza. È l’oncologia, quella del Sacro Cuore di Gallipoli.

Per consentire al personale di poter andare in ferie, è stata programmata la riduzione dei posti letto dapprima da 16 a 10, poi da 16 a 12. Blocco dei ricoveri in entrata e progressiva dimissione dei degenti già presenti. Uno schiaffo per i pazienti e per il direttore del reparto, un paradosso che mina gli sforzi che come mai altrove si stanno facendo proprio a Gallipoli, in un ospedale per metà vacante e il più in affanno dal punto di vista della carenza di personale.

“Un gesto di protesta”. Lo chiama così Serravezza, noto per essere anche il presidente provinciale della Lilt di Lecce, in prima linea nelle battaglie per la prevenzione, specie primaria, del cancro, persona senza peli sulla lingua, quando si tratta di difendere a spada tratta i malati. Lo sanno tutti. Per questo il suo esposto suona come uno squillo di tromba acutissimo e pare preannunciare un terremoto.

Quella gallipolina è l’unica oncologia su cui s’è abbattuta la mannaia delle ferie. Non si è riusciti ad evitarla, nemmeno considerando il fatto che si tratta del reparto punto di riferimento per l’area sud della Rete Oncologica Leccese. Nessuna possibilità di trasferimento temporaneo di infermieri da ospedali vicini.  Perché il cortocircuito sembra essere sempre lì. Specie nei mesi estivi, la mobilità è nulla. Ogni nosocomio deve pensare per sé, fa i conti con la propria carenza di personale, esasperata dalla necessità di garantire le ferie, e così si arriva a non riuscire a salvaguardare neppure le esigenze più delicate, come quelle dei malati oncologici.

A Gallipoli, quest’anno, tra l’altro, capitale assoluta del turismo estivo con conseguente sovraffollamento di presenze, oncologia non è il solo reparto a ranghi ridotti. Sono passati da 24 a 10 i posti letto di chirurgia e orinolaringoiatria, da 22 a 10 quelli di ortopedia. Altrove non va meglio. E fino a metà settembre, la geografia della sanità vuota fa salvo solo l’ospedale di Scorrano.

Al Fazzi, non si è riusciti ad evitare la ghigliottina su endocrinologia, passata da 6 a 1 posto letto, mentre dermatologia è scesa da 10 a 8. A Copertino, urologia ha perso momentaneamente 9 posti letto, a favore della medicina, che ne ha guadagnati otto. La sforbiciata più pesante nella medicina di Galatina, passata da 40 a 27 posti.

A Casarano, sempre medicina ne ha persi dieci, geriatria sei, altrettanti chirurgia. “Sono riduzioni contenute- si difende il direttore Asl Valdo Mellone-, calcolate in base al minore afflusso e alla necessità di garantire le ferie. Parliamo di incarichi a tempo determinato, è ovvio che quando stabilizzeremo i posti potremo ragionare meglio e con più calma”. Nel frattempo, così la sanità va in vacanza. I malati no.