Marò, la polizia indiana: “Prove e testimonianze sufficienti per blindare il caso”

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TARANTO- Le autorità della polizia indiana hanno fatto sapere che non hanno alcun problema a chiudere le indagini che coinvolgono i due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati di aver sparato e ucciso un pescatore. Secondo alcune fonti citate dalla polizia, le indagini sarebbero già sostenute da prove sufficienti e da testimonianze in grado di “blindare il caso”. Quindi se ci dovesse essere un eccessivo ritardo delle dichiarazioni degli altri quattro fucilieri che erano a bordo della Enrica Lexie, la polizia può presentare già il lavoro senza problemi. Un ufficiale della Nia, la polizia investigativa indiana, ha spiegato che “il rapporto contenente i capi d’accusa può prescindere dalle dichiarazioni dei quattro marò. Se c’è un eccessivo ritardo nel loro arrivo in India, presenteremo il risultato del nostro lavoro senza le loro testimonianze. Eventualmente potremmo più tardi inviare un supplemento d’inchiesta”– ha poi concluso l’ufficiale.

Di fronte all’indisponibilità dei quattro fucilieri a recarsi a New Delhi per testimoniare, la Nia ha chiesto al ministero dell’Interno e alla Procura indiani un parere sull’atteggiamento da tenere. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intanto ha fatto sapere che venerdì si terrà una nuova riunione della task force con i ministri competenti guidata dal premier, Enrico Letta. Sulle indagini, ha aggiunto, “l’istruttoria si puo’ chiudere anche senza gli interrogatori degli altri 4 militari, anche perché la magistratura indiana ritiene che sarebbero a favore” di Latorre e Girone. In ogni caso, i quattro “non andranno in India” e gli interrogatori “possono farsi altrimenti”.