Trivelle nello Ionio, contionua la battaglia del M5S

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TARANTO- I meetup dell’arco Ionico del Movimento 5 Stelle vogliono impedire che il Mar Ionio diventi il “colabrodo” petrolifero del Mediterraneo. Lo scrivono in una nota in cui chiedono “una ferma e decisa opposizione” alle trivellazioni per “salvaguardare il mare, le attività turistiche e quelle produttive oggi minacciate”.

Il decreto cosiddetto “Cresci Italia” – scrivono i meetup – “di fatto ha consentito la riapertura di tutti i procedimenti per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio sul territorio”. Le potenti lobby internazionali del petrolio – denunciano i grillini – mirano ai propri profitti pur in considerazione della evidente morte biologica, turistica ed economica causata alle zone interessate dalle loro attività.

Ogni concessione alle prospezioni per la ricerca di idrocarburi, accordata anche in regime di “tacito assenso” da parte delle autorità preposte – continua la nota – dà il via all’installazione di più piattaforme. L’indagine geofisica delle zone sommerse viene realizzata mediante la creazione di bolle d’aria compressa nell’acqua, che generano onde acustiche a bassa frequenza, le air-gun. Secondo la dott.ssa Maria Rita D’Orsogna, la tecnica “air-gun” risulta particolarmente dannosa alle attività di pesca, in quanto causa lesioni importanti ai pesci.

Nel considerare quindi i danni, non solo in termini di immagine, che subirebbero le aree interessate dalle trivellazioni, spiccatamente a “vocazione turistica”, e valutando concretamente il grado di sismicità del Golfo di Taranto particolarmente sensibile, molti comuni costieri dell’Alto Jonio cosentino, del materano e del tarantino, hanno espresso ferma opposizione alle trivellazioni marittime.