San Rocco fa il pienone con Vinicio Capossela

TORREPADULI- Pizzica e tradizione, musica e devozione, uniti nel rito collettivo della festa popolare, che unisce i cuori, che fa ballare insieme, che sfida il caos, il caldo, la folla enorme. È un ritrovarsi insieme uniti dal ritmo scandito da tamburelli e fisarmoniche, da canti e stornelli, mentre le movenze dell’antica danza dei coltelli affascinano ancora e catalizzano gli sguardi . E mentre le ronde si fanno spazio nella piazza, sul palco si celebra la musica con la catalizzante presenza di Vinicio Capossela, tra i più amati cantautori italiani, ispirato anche lui dalla musica popolare, tanto da portare sul palco la sua banda della posta e la musica per matrimoni, cantori anziani, i musici dell’irpinia, che attendevano davanti alla posta l’arrivo dei soldi delle pensioni e che par passare il tempo improvvisavano musiche e canzoni.

Telerama ha seguito l’evento dell’estate in diretta sul canale 12 su Telesalento, canale 73 del digitale terrestre, e in diretta radiofonica su Radio Regione Salento. Così l’energia sprigionata da quella piazza che ogni anno diventa il cuore del rito più antico della pizzica è arrivata sin nelle case dei salentini. 

Sul palco un susseguirsi di gruppi della tradizione, i più amati , i più seguiti, Mariglia, Arsura, Antonio Amato Ensamble, Compagnia Popolare Ariacorte e Vento del Sud. e poi lui, Vinicio Capossela, cittadino onorario di Patù, legato al salento da un amore profondo e viscerale, che proprio arrivando a Torrepaduli, una notte del 15 agosto di tanti anni fa, rimase folgorato dal vortice dei colori , dei ritmi e dei profumi, consacrando per sempre il momento nel suo ballo di San Vito.

Musica  e folkore all’ombra di quella chiesa fiammeggiante dedicata a san rocco che continua, attraverso i secoli a raccogliere le preghiere dei devoti in arrivo da ogni parte della provincia e per i quali la visita al santo che guarì la popolazione dalla peste bubbonica è un passaggio obbligato. La festa in suo onore coincideva con una delle più importanti fiere contadine della provincia ed ancora oggi centinaia di pellegrini raggiungono su strade sterrate la piccola frazione di Ruffano a piedi in segno di devozione, fasciati ai polsi dalle zagareddhe, i nastrini colorati propiziatori e porta fortuna…..si viaggiava di notte e si arrivava all’alba ……e dopo le preghiere si faceva festa e la musica e la danza, allora come oggi, accompagnavano i cuori sino al giorno dopo …..

 

 
Abitare Pesolino

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