MIR PUGLIA: “Beni Culturali, un’occasione perduta”

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LECCE-  Molta retorica, molta auto celebrazione bipartisan, molto autocompiacimento per un’operazione che assomiglia più ad un’occasione persa che ad una vera opportunità di fare qualcosa di veramente significativo per il nostro territorio. Non sono tra quelli che predicano il ‘benaltrismo’. Tanti soldi stanziati per il Salento sono sicuramente un’opportunità. Ma non si può tacere sul fatto che sarebbe occorsa un’azione più coraggiosa, che evitasse di disperdere il denaro in tanti piccoli interventi e su siti per la maggior parte già beneficiati da provvidenze economiche. Sarebbe occorsa invece un’azione fondata su un asset strategico chiaro, che avesse in mente obiettivi precisi, finalizzato ad un’azione di valorizzazione e fruizione omogenea e proficua.

È sufficiente un milione di Euro per il Parco Rudiae, uno dei più antichi siti archeologici della civiltà messapica, per anni abbandonato a se stesso? Non era forse degno di un intervento significativo il Teatro Romano, a Lecce che, insieme all’anfiteatro, rappresenta una tra le più preziose testimonianze dell’epoca romana, e che, nonostante sia inserito nell’elenco dei monumenti nazionali, vive nel più assoluto degrado e nella sporcizia? E insieme all’abbazia di Cerrate forse non doveva essere finanziato il recupero della chiesa della Madonna dell’Alto di Campi, risalente al 13′ secolo, ora nel più assoluto disfacimento, e dell’Abbazia di Casole, a Otranto, uno dei monumenti più antichi del Salento dell’epoca bizantina, ora in completo abbandono e inaccessibile al pubblico?

L’elenco degli interventi ‘dimenticati’ sarebbe lunghissimo: il restauro del Castello Angioino, a Gallipoli, uno dei più antichi dell’Italia meridionale, il restauro di Torre dei Cavallai, a Surbo, che risale al XVI secolo  e che oggi è in totale degrado, immersa tra le pale eoliche, il recupero della Chiesetta S.Pietro dei Samari, a Gallipoli, piccolo gioiello bizantino incastonato tra gli ulivi che, nonostante i numerosi appelli, non ha ricevuto alcun intervento, il recupero di Palazzo dei Celestini a Carmiano, palazzo cinquecentesco in condizioni fatiscenti, il restauro del  Trappeto Ipogeo, a Veglie, cadente e dimenticato da tutti, il restauro della Chiesa “Capu de Santu Ronzu”, danneggiata dal furto della copertura di mattonelle in maiolica verde, il recupero dei due gioielli architettonici di Tricase, il Castello di Tutino con il fossato, il più antico della città perché di epoca angioina, e l’Acait, splendido esempio di archeologia industriale di inizio Novecento, il recupero del complesso del “Trice”, a Castiglione d’Otranto, area ricca di testimonianze medievali e su cui insistono l’unica cripta dedicata allo Spirito Santo nel Salento, il recupero della necropoli di Sant’Antonio, a Ugento, la più antica del centro messapico, completamente depredata dai tombaroli, quello del sito archeologico messapico di Vereto, a Patù. Oltre all’intero complesso del cammino dei pellegrini verso Leuca, con il gioiello sconosciuto di Leuca Piccola, a Barbarano. Sulla Grotta dei Cervi, la Cappella Sistina del Neolitico d’Europa, non c’è ancora alcun progetto di salvaguardia concreto.

Brindisi, destinataria di un milione di Euro soltanto, ha bisogno di fondi per il Castello Svevo, per il restauro della Chiesa di San Paolo, adiacente al palazzo della Provincia a Brindisi, unico esempio di chiesa gotica della città, per la valorizzazione del Tempietto S. Giovanni al Sepolcro, importante struttura romanica, per la riapertura del “Palazzo Baronale”, attualmente chiuso, a Cellino S. Marco;  a Torchiarolo e’ importane salvaguardare il “Palazzo Barone” e devono essere restaurate Torre Bartoli e Torre Lo Muccio, due antiche torri di avvistamento, per non parlare della realizzazione degli scavi e della conseguente valorizzazione di Torre Testa, situata nei pressi di Torre Guaceto, vasta area archeologica di particolare rilevanza storica e della  salvaguardia della Chiesa di San Misurino, a San Donaci, un casale che affonda le sue radici già ai tempi dei Romani e che, nonostante la sua straordinaria bellezza, è completamente dimenticato; e come non ricordare, infine il Vecchio Municipio a San Pietro Vernotico.

A Taranto infine vanno recuperati i resti dell’antica cinta muraria, deve essere effettuato il restauro della Chiesa di Monte Oliveto e quello della Chiesa S. Andrea degli Armeni, situate entrambe nella Zona Vecchia della Città, ad oggi in totale stato di abbandono e naturalmente il centro storico tarantino nel suo complesso, che potrebbe diventare davvero il fiore all’occhiello della città.

Certo vi è che chi ha deciso la destinazione di questi fondi non ha scordato di inserire tra  i beneficiari dell’intervento uno dei beni culturali di maggior pregio dell’intera Puglia, il Cineporto: un’operazione da tre milioni di euro che certo non ha come obiettivo quello di recuperare un sito di grande valore storico e archeologico ma, evidentemente, tutt’altri fini; un’operazione passata nel più assordante silenzio, anche da parte di chi aveva la possibilità’ – anzi il dovere – di opporvisi energicamente. Puglia film commission ringrazia deferente.

 

Paolo Maci

Coord. Prov. Lecce MIR

 

Pippo Donzello

Coord. Prov. Taranto MIR

 

Michele Lariccia

Vice Coord. Prov. Brindisi MIR