Lizzano: “Lo Stato è con noi e sarà fatta giustizia”

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LIZZANO- Il consiglio comunale monotematico sull’emergenza criminalità a Lizzano era già stato convocato dopo i primi attentati intimidatori. È arrivata la firma su un documento condiviso da tutte le forze politiche.

Si è concluso con la firma sul documento condiviso da tutte le forze politiche il consiglio comunale di Lizzano dedicato all’emergenza sicurezza dopo gli attentati a tre consiglieri comunali nelle scorse settimane e al sindaco Macripò nella giornata di martedì. Quello di Macripò è il settimo attentato in dieci giorni e a Lizzano è tornata la paura.

Il consiglio comunale ha voluto mandare un segnale di tranquillità alla popolazione per allontanare l’incubo criminalità. Il consiglio comunale monotematico sull’emergenza criminalità era già stato convocato dopo i primi attentati intimidatori. La notte tra il 2 e il 3 agosto scorsi sono stati quattro gli attentati: colpi di fucile contro il portoncino dell’abitazione del consigliere comunale del Pd Antonio Lecce, contro le vetrine della ditta di infissi dell’ex vice sindaco Antonio Motolese, contro l’auto di un vigile urbano e la facciata di uno stabile in cui abita una pensionata. La notte precedente sconosciuti avevano incendiato l’auto di Pippo Donzello del Mir e poche ore dopo erano stati sparati colpi di fucile contro l’auto del consigliere comunale del M5S Valerio Morelli.

Altri episodi criminali, sempre ai danni di esponenti della politica locale, sono accaduti a Manduria, Sava e Cellino San Marco.