Usura alle casalinghe, in manette donna del clan Valente

arresto

OSTUNI- Usura e prezzi da strozzinaggio. E nella rete ci finiscono le casalinghe. Era la 43enne di Ostuni Angelina Urgesi che se ne occupava. Nel mirino, appunto, tre casalinghe che, all’insaputa dei coniugi, si erano rivolte alla donna per ricevere somme di denaro che avrebbero poi dovuto restituire con onerosi interessi usurai.
Ma il 2 agosto scorso, lei, insieme agli undici componenti del clan Valente di Ostuni sono finiti in manette nell’ambito dell’operazione OMNIBUS per associazione per delinquere, usura continuata, estorsione, detenzione e spaccio di banconote false, vendita di prodotti con marchi contraffatti, ricettazione, furto aggravato. Questi solo alcuni dei 15 capi d’imputazione.

Una grande organizzazione in salsa familiare capeggiata dai fratelli Valente, Marco, Domenico e Cosimo. Lei, la signora Urgesi, solo la mandante. Costretta poi ai domiciliari.

Proprio approfittando di questa restrizione e con l’aiuto della figlia minorenne, la 43enne ostunese avrebbe provveduto a contattare le sue vittime costringendole a tenere la bocca chiusa, a non parlare alla polizia della natura dei loro rapporti, tentando di insabbiare quindi prove e testimonianze. Una manovra che avrebbe portato i suoi frutti, se non fosse stato per la sezione di polizia giudiziaria del commissariato, già in ascolto delle vittime del clan Valente. Donne che hanno confessando di essersi rivolte all’associazione criminosa perchè disperate. Una di esse aveva avvicinato la Urgensi per far fronte alle spese sanitarie dei genitori, alla successione, confessandole persino di volersi spingere al suicidio.

Adesso le indagini stanno interessando tanto la terra Ostunese quanto quella Partenopea, luogo dove l’influenza della famiglia Valente sembra essere molto forte. In attesa di ulteriori sviluppi del caso Angelina Urgensi passa così dagli arresti domiciliari ad una cella del braccio femminile di Borgo San Nicola, a Lecce.