Letta a Baku: “Gasdotto porterà benefici”. Ma il Salento non ci sta

Enrico Letta

BAKU- Non si sa se le parole degli attivisti No Tap siano arrivate, per qualche strada, ai rappresentanti del governo italiano. Di certo, quelle del presidente del Consiglio, Enrico Letta, pronunciate da Baku nello stesso giorno, sono giunte forti e chiare sul lungomare di San Foca, durante la domenica di protesta contro il megagasdotto che dovrebbe approdare sulle sue spiagge.

Il premier non ha lasciato spazio a dubbi, qualora qualcuno ancora li avesse: “L’opera porterà benefici- ha detto-. In Italia paghiamo l’energia troppo cara, per questo sono contento per l’intesa sul gasdotto”.

La sua visita in Azerbaijan, per la prima volta da parte di un governo italiano, non è arrivata a caso. Soprattutto se si tiene conto dell’incarico già ricoperto da Letta in passato al timone del Ministero dell’Industria, in cui si è occupato soprattutto di energia. È Tap il legame più forte, la linea fisica e sotterranea che unisce i due Paesi, quasi il presupposto per rafforzare tutto il resto, tutte le altre relazioni commerciali. Ma di questa geopolitica, che mira a iniettare il gas dei giacimenti del Mar Caspio nelle vene dell’Italia e dell’Europa, a San Foca interessa poco. Perchè di San Foca sembra interessare ben poco ai piani alti. Molto, invece, alla gente del posto.

Una manifestazione animata, quella sul lungomare. Musica e parole, artisti e semplici cittadini che sanno coagulare il dissenso. Per farsi sentire.