Caldo e solitudine fatali per anziani, “Con le segnalazioni si possono scongiurare le morti”

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LECCE- Anziani soli, abbandonati a se stessi in casa: caldo e solitudine diventano letali. Ogni anno si pone il problema di come realizzare un’assistenza più stretta, che possa evitare quello che sta succedendo a Taranto in questi giorni: le cronache parlano di anziani che muoiono senza poter chiedere aiuto a nessuno, ritrovati dopo diversi giorni dai soccorritori.  Anziani che vivono da soli nelle loro case, abbandonati a se stessi. Per molti il decesso arriva anche a causa del caldo, come dimostrano i referti del 118. Spesso si tratta di persone che vivono in condizioni disagiate, in ”ambienti chiusi e poco ventilati”. Nel caso delle morti di Taranto, accanto al telefono di una delle vittime e’ stato trovato un quaderno con appuntati alcuni numeri di telefono. Tra questi c’era anche quello del 118, ma evidentemente nessuno di loro ha avuto il tempo di chiedere soccorsi.

“E’ un problema di disagio sociale, spiega Maurizio Scardia, responsabile del 118. Noi siamo l’anello finale, quando ci chiamano può essere troppo tardi, servono interventi sociali in sinergia tra comune e Asl”.

E’ evidente che anche nelle città del sud la società sta cambiando: “Non c’è più una rete di solidarietà di vicinato, che resiste solo nei piccoli paesi”, commenta Carmen Tessitore, assessore alle Politiche sociali del Comune di Lecce. Ma il comune può intervenire con i servizi sociali solo se ci sono delle segnalazioni. “Il Comune di Lecce – chiosa Tessitore – ha in carico 80 anziani a cui offre cibo e servizio lavanderia, poi c’è il problema dell’assistenza non materiale e lì suppliscono i volontari”.