Incendi e roghi. La storia si ripete ogni anno. Pericolo diossina

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LECCE- Abbiamo ricevuto il grido disperato di una donna, una madre di Casarano nel sud leccese, che dovrebbe essere l’urlo di migliaia di cittadini indignati, preoccupata per la propria salute e quella della propria famiglia e dei suoi figli, perché nel suo comune, ma in tutto il Paese dal Sud sino al Nord, come ogni anno nella stagione “secca” migliaia di ettari di territorio vengono bruciati con danni immensi non solo per il patrimonio silvestre ed agricolo, ma anche per la salute pubblica, perché ogni giorno, in particolare in questo periodo dell’anno che per ovvie ragioni climatiche favorisce l’estendersi degli incendi, centinaia di centri urbani italiani, su tutti quelli a vocazione agricola, sono assediati da una coltre di fumi densi e tossici che sospinta dai campi o dalle aree boschi e limitrofe invadono anche quelle abitate, spingendosi in non rari casi sino al nucleo cittadino.

Ancora una volta, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” é costretto ad evidenziare come l’elevata incidenza di cause dolose all’origine degli incendi sia il fattore più preoccupante non solo perché i piromani ed i soggetti senza scrupoli che, senza un minimo di senso di rispetto del territorio, sperano ancora di lucrare attraverso la cancellazione di interi tratti del nostro paesaggio, spesso sottoposto a vincoli speciali, per subdoli interessi edilizi, ma anche perché ancora oggi la popolazione agricola di intere regioni, per ragioni culturali assolutamente obsolete e  retrograde é convinta che il bruciare le cosiddette “stoppie” sia un modo come un altro, o forse l’unico, per eliminare erbe infestanti e concimare i terreni.

Al di là di queste, che secondo l’agronomia moderna costituiscono credenze popolari di medievale memoria, il dato più preoccupante che quando si appicca un incendio apparentemente controllato, non solo si rischia di non riuscire a mantenerlo sotto controllo con conseguenze anche tragiche, ma il più delle volte vengono bruciati rifiuti come vecchie gomme abbandonate, teli di plastica, eternit, e chi più ne ha più ne metta che producono diossina e particelle tossiche o altamente velenose o addirittura cancerogene.

Ecco perché anche quest’estate, quando il Paese é arso da innumerevoli focolai, siamo costretti ad invitare tutti i cittadini a denunciare prontamente non solo i piromani e i soggetti senza scrupoli, ma anche tutti quei proprietari di terreni e coltivatori che danneggiano il territorio e la salute pubblica con la prassi delle stoppie bruciate e ci rivolgiamo a tutte le autorità impegnate nella prevenzione e negli interventi contro gli incendi a partire dal Corpo Forestale dello Stato, sino ai Vigili del Fuoco, affinché amplifichino i controlli su tutto il territorio nazionale segnalando immediatamente all’autorità giudiziaria tutti i soggetti che siano ritenuti responsabili di questo scempio.