“Fasanolandia”, ricorso presentato in ritardo: niente risarcimento dal Comune di Fasano

TAR di Lecce

FASANO- Il Tar di Lecce scongiura la mazzata da 3milioni di euro per le casse del Comune di Fasano. È stato dichiarato irricevibile, infatti, il ricorso de La Fantasy srl, titolare del parco divertimenti “Fasanolandia”, inserito nel perimetro del parco dello Zoosafari di Fasano, entrambi realizzati nei primi anni ’70.

Chiedeva la condanna del Comune al risarcimento dei danni subiti, quantificati, appunto, in 3milioni di euro, per il mancato rilascio del permesso di costruire in sanatoria richiesto l’8 Marzo 2007 e per il ritardo con cui è stato definitivamente rilasciato, nel dicembre 2010, l’altro permesso di costruire, sempre in sanatoria, richiesto il 28 Settembre 2009.

E’ vicenda figlia di un lungo travaglio quella che ora arriva al capolinea. Nel 2007, infatti, nell’ambito di un progetto per l’ammodernamento del parco divertimenti, La Fantasy aveva acquistato, al prezzo di € 2.187.000, una giostra denominata “Euro Fighter” ed aveva iniziato i lavori per la sua installazione, ma i Vigili Urbani, il 5 marzo 2007, posero sotto sequestro l’area, ritenendo che la realizzazione dei basamenti necessari per l’allocazione della struttura richiedesse il preventivo rilascio del permesso di costruire, inoltrato dall’Ufficio tecnico all’Assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia, perchè ricadente in area boscata. Richiesta mai riscontrata dalla Regione.

La seconda domanda di permesso a costruire in sanatoria ha portato sì al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte dell’Ufficio tecnico, ma ha poi visto la Soprintendenza annullarla, motivo per il quale il Comune ha dovuto poi annullare il permesso rilasciato. Solo dopo la riperimetrazione della zona, non più inserita tra le aree boscate ma tra quelle dei territori costruiti, il permesso a costruire ha riacquistato efficacia, tanto da poter far riavviare i lavori per l’installazione della giostra. Ma per La Fantasy troppo tempo è passato, tanto da far quantificare mancati incassi e lesione dei propri interessi legittimi in 3mln di euro. Peccato, o per fortuna per le casse pubbliche, che la richiesta di risarcimento danni contro il Comune sia stata proposta oltre i termini previsti per legge. Motivo per cui il Tar ha sentenziato: ormai il ricorso è irricevibile.