Segregata in casa come un animale, denunciati i suoi aguzzini

corsia ospedale

LECCE- Il forte stato di disidratazione e le condizioni in cui era costretta a vivere l’hanno talmente debilitata che ora l’80enne sordomuta che gli agenti delle volanti diretti dal dottor carmine ingrosso hanno salvato da una porte sicura è in uno stato di incoscienza, in un letto del reparto di medicina dell’ospedale di Galatina.

Difficile riuscire a comunicare con lei, anche se gli agenti ci stanno provando: vogliono cercare di capire da quanto tempo la situazione drammatica scoperta a Lecce mercoledì pomeriggio in un appartamento di via Enrico Fermi al civico 48 , andasse avanti.

La scoperta dopo una segnalazione anonima. Un vicino di casa ha sentito i lamenti e urla soffocate della donna provenire dal una finestra al primo piano. Ha allertato la polizia che arrivata sul posto è entrata nell’appartamento trovandosi di fronte la scena raccapricciante, nonostante l’uomo che aveva aperto la porta avesse tentato, di nascosto, di chiudere a chiave la porta del bagno dove l’anziana era rinchiusa. La vecchietta, seduta sul water era in uno stato confusionale, sembrava un animale in gabbia. Intorno a lei sporcizia e degrado: il lavello era sporco, privo delle maniglie dei rubinetti per impedirle di aprire l’acqua, il bidet coperto da una tavola in legno, assicurata con del nastro adesivo; il water era sporco, il piatto doccia non utilizzabile. A dimostrazione del fatto che l’anziana fosse costretta a vivere in quell’inferno un piccolo materasso senza lenzuola e cuscini, adagiato su delle reti di ferro arrugginito; per terra un piatto in plastica sporco e sul pavimento, residui di cibo in avanzato stato di putrefazione. Tutto documentato dalla della Polizia Scientifica giunto sul posto.

Gli aguzzini della donna le due persone che in virtù di non si ancora quale andato si sarebbero dovute occupare di lei: madre e figlio: lei di nazionalità indiana, 65enne,madre di un ragazzino disabile, lui nato a Lecce, 43enne. L’abitazione fa parte di un complesso edilizio assegnato a persone con disabilità, in questo caso il figlio piccolo dell’indiana. Agli agenti ha raccontato di come l’anziana le fosse stata affidata da circa quattro anni dal suo ex compagno deceduto di recente. Per lei era diventata una fonte di reddito dal momento che si impossessava della sua pensione di invalidità, circa 1200 euro mensili accreditati direttamente su un conto corrente postale cointestato con quello dell’anziana.

Giustificazioni vaghe e confuse quelle proferite alla polizia: il fatto che fosse chiusa nel bagno era ad esempio un modo per proteggerla da eventuali pericoli. D’intesa con il P.M. di turno giuseppe capoccia, la donna ed il figlio sono stati denunciati per “sequestro di persona, ma le indagini continuano e gli agenti contano di poter ascoltare dall’anziana la sua versione dei fatti. Intanto il conto corrente postale, sul quale si trova una piccolissima somma di denaro, è stato sottoposto a sequestro. Per le cure dell’anziana verrà presto nominato un tutore legale.