Pubblicato il bando per il XXIX ciclo di dottorato dell’Università del Salento

Università del Salento

LECCE- Nella mattinata di oggi è stato pubblicato il bando per il XXIX ciclo di dottorato dell’Università del Salento. Questo bando si caratterizza per essere il primo dopo il decreto 45/2013 di riforma del dottorato, promulgato dall’ex ministro Profumo l’8 febbraio scorso in attuazione della legge Gelmini.

In questi mesi ADI, sia in sede nazionale che in sede locale, ha espresso più volte la propria perplessità sul decreto approvato dall’allora dimissionario governo Monti. Il decreto non ha regolato e non ha risolto i problemi di fondo del dottorato italiano, mantenendo la figura del dottorando a cui è chiesto di fare ricerca senza borsa e tenendo l’importo della borsa tra i più bassi d’Europa.

Inoltre, il nuovo decreto ministeriale ha fissato livelli migliorativi nel numero minimo di borse da mettere a bando, senza però prevedere adeguati trasferimenti di risorse pubbliche al sistema universitario, scaricando così i maggiori oneri sui già sofferenti bilanci degli atenei. Gli effetti si sono presto tradotti in un drastico accorpamento dei corsi soprattutto nelle università collocate nelle aree territoriali deboli, come il Mezzogiorno, e in una maggiore sofferenza di quei settori disciplinari, come i saperi umanistici, meno capaci di attrarre risorse dall’esterno e meno spendibili in base ad una logica di mercato.

Nonostante lo sforzo prodotto dalla nostra Università e dalle commissioni che hanno atteso alla sua nuova struttura, il dottorato a Lecce non si è sottratto alla dinamica imposta dalla riforma nazionale, passando dai 24 corsi dello scorso anno agli 8 di quest’anno, e da 123 a 112 posti a bando.

La novità rispetto agli anni precedenti consiste nel fatto che, su iniziativa di ADI Lecce, il Senato accademico ha deliberato per tutti i dottorandi, con e senza borsa, la dotazione di un fondo di ricerca personale di circa 1200 euro a partire dal secondo anno. Riteniamo che questa sia una conquista importante, visto che, con ogni probabilità, quest’anno la Regione Puglia non contribuirà con proprie borse integrative.