Forza Italia, rinnovamento o solo annunci? L’incertezza dei parlamentari salentini

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ROMA- Si naviga a vista con molta prudenza nel Pdl salentino: ogni dichiarazione rischia di essere smentita, perché l’unica certezza è che il passaggio a Forza Italia è un’incognita, una mossa che ancora una volta gestirà in solitudine Silvio Berlusconi. C’è incertezza sulle sorti della vecchia guardia. Come sarà il nuovo partito di Berlusconi? Ci sarà un rinnovamento del 75 per cento della classe dirigente o tutto si ridurrà a proclami irrealizzabili? Tutti i parlamentari brancolano nel buio in attesa delle linee guida, che dovrebbero arrivare a settembre. “Berlusconi ci ha già abituati a colpi improvvisi e cambi di scena”, spiegano i vertici del Pdl. Anche questa volta sarà così. Intanto c’è chi vede la promessa di cambiamento come una minaccia alla propria sopravvivenza politica e senza fare dichiarazioni ufficiali esprime la sua rabbia: “Spero che non si riduca tutto ai soliti nomi calati dall’alto”. Le bandiere di Forza Italia nella manifestazione romana di solidarietà a Berlusconi indicano che la base si sta già preparando al passaggio: nel suo discorso, il Cavaliere non ha mai citato il Pdl. Il passaggio si avvicina.

Per gli alleati l’importante è che non sia la solita operazione di facciata. Il coordinatore regionale del Mir, Paolo Pagliaro, auspica che le parole di Berlusconi possano trasformarsi in atti concreti: un rinnovamento vero della classe politica, il 75 per cento di nomi nuovi, di imprenditori e persone che rappresentano l’Italia che lavora, con capacità, professionalità e competenza.
La condanna di Berlusconi, però, ha reso complicati anche i rapporti con il governo Letta: c’è un pressing logorante per ottenere la riforma della giustizia. C’è anche da registrare la divisione, da Roma al Salento, tra i falchi che vorrebbero far cadere il governo e le colombe, che ritengono questa eventualità controproducente. E, infine, c’è la questione della successione di marina Berlusconi al padre: in molti sono pronti a turarsi il naso, ma altri minacciano di andare via. I parlamentari salentini si preparano a partire per le vacanze con l’inquietudine e l’incertezza in valigia.