Ilva, M5S: “Dieci ragioni ci hanno spinto a non votare la legge ‘ammazza Taranto’ “

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TARANTO- La legge cosiddetta “Salva Ilva Bis” è stata approvata in Senato senza i voti del M5S. E sono dieci le ragioni indicate dal movimento di Beppe Grillo che hanno spinto i parlamentari a 5 stelle a non votare la conversione in legge del decreto 61 per il commissariamento dell’Ilva di Taranto. Una legge definita “Ammazza Taranto”.

La prima è che il Commissario, il sub-commissario e i loro delegati saranno immuni dalle azioni giudiziarie che potrebbero conseguire all’applicazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. La seconda ragione è l’esclusione del patrimonio aziendale accumulato durante l’attività svolta in violazione delle norme ambientali.

Per i cinque stelle l’AIA non è comprensiva delle bonifiche necessarie sia nell’impianto che nelle zone circostanti e non c’è stato nessun impedimento alla costituzione di una “bad company” alla quale conferire le attività inquinanti ed a maggior rischio chiusura. Critiche anche al conflitto di interessi nella nomina del commissario e del sub-commissario e al fatto che nessuna esenzione del ticket sanitario per le malattie correlate alle emissioni dell’impianto è stata concessa ai cittadini. I parlamentari del M5S sono in disaccordo sul fatto che non ci sia nessun obbligo alle Regioni sedi degli impianti ad attivarsi per ottenere fondi europei destinati alle bonifiche. Centrale anche il tema rifiuti.

“Nessun controllo sulla gestione dei rifiuti stoccati negli stabilimenti – scrivono – i quali vengono anzi agevolati nelle discariche già esistenti, pur in assenza di analisi dei rifiuti. Poi viene sottolineato il “paradosso per il quale il Commissario deve addirittura garantire la continuità produttiva, anche a discapito dell’ambiente, per generare gli utili necessari per coprire i costi del conseguimento dell’AIA”. E per tutto questo, concludono i parlamentari cinque stelle “nessun indennizzo è previsto per i cittadini dei quartieri limitrofi all’impianto”.