Accuse e veleni, Cariddi prepara le carte e chiede un incontro a Motta

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OTRANTO- La convocazione da parte della Procura di Lecce, non è ancora arrivata. Ma le carte, dettagliate, circostanziate, sono sul tavolo, pronte da tempo.

Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, è pronto a puntare il dito contro chi, a suo dire, lo ha preso di mira da tempo. Per questo attende quell’incontro con il procuratore Cataldo Motta. Per spiegargli carte alla mano perché l’ultimo sequestro sia ancora un altro modo di mettergli uno sgambetto.

Ne è convinto da tempo. Come è convinto che la persona di cui farà nome e cognome agli inquirenti, stia cercando di ostacolarlo. Perché? Questo non se lo spiega. Ipotizza Cariddi. “Forse qualcosa è venuto meno, forse ci sono sotto interessi personali, forse politici”. “Ma di certo – chiarisce – non è giusto che ne facciano le spese altre persone”. “Voglio che si continui a radiografare la mia vita – ha detto convinto il primo cittadino – voglio essere sottoposto ad indagini per ricercare la verità. A patto che non sia una verità costruita ad arte. E soprattutto – ribadisce ancora una volta – che si limitino a me. Non a terzi”.

Ha paura? “Sono consapevole del rischio che corro, soprattutto se qualcuno si risentisse delle mie denunce. Ma devo farlo.”

La vicenda è scoppiata dopo il sequestro della residenza sociosanitaria e assistenziale per anziani in costruzione nella zona Pip di Otranto e causata, sembrerebbe, da varianti edilizie che sarebbero state realizzate malgrado non fossero ancora approvate.

Proprio durante l’approfondimento di Trnews su Telerama Cariddi si augurò che non fosse un modo per perpetrare ricatti e violenze e che, soprattutto, non fosse un modo per utilizzare, da parte di qualcuno, ruoli istituzionali per esercitare pressioni, ricatti, anche a lui, come immagine politica.

Gli uomini del Nucleo Operativo Ecologico hanno acquisito quelle dichiarazioni. Ora si attende che il sindaco di Otranto, dica davanti al magistrato la sua verità.