Visita vip all’Abbazia di Cerrate, Sgarbi dà forfait ma alla fine arriva

Abbazia di Cerrate

SQUINZANO- Miuccia Prada da moderna mecenate ha adottato lo splendido pozzo : in occasione della prossima apertura di uno show room a Bari, si farà carico del costo del restauro. È solo uno dei vip rimasti affascinati dal gioiello del romanico salentino, immerso tra gli ulivi secolari, colpiti dalla suggestiva leggenda secondo cui al re Tancredi d’Altavilla, Conte di Lecce, apparve la Madonna tra le corna di un cervo, da qui il nome cervate e poi Cerrate.

Anche il Fai il fondo per l’ambiente italiano ha compreso il valore storico e culturale di quello che nel XII secolo diventò rifugio di monaci basiliani in fuga dalla guerra iconoclasta , fucina di cultura, biblioteca, luogo di studio e di culto per la popolazione vicina e per tantissimi pellegrini.

Dallo scorso anno, rispondendo a un bando della provincia di lecce ha adottato l’abbazia di cerrate e grazie ad una convenzione trentennale provvederà a recuperarla interamente .

Chi arriva qui rimane catturato dalla pace che regna in questo luogo, affascinato dalle imponenti colonne e dai colori ancora vividi degli affreschi. Al Bano Carrisi si è innamorato di questo luogo, dicono, tanto invitare alla visita tutti gli ospiti che si susseguono nella sua tenuta. Oggi è stata la volta del giornalista e critico musicale Mario Luzzatto Fegis che insieme alla compagna ha lasciato Albanolandia, come l’ha definita e si è tuffato nel salento dei beni culturali.

Accolto dalla vice presidente della provincia simona manca , dal sindaco di Squinzano Mino Miccoli Fegis ha visitato l’abbazia. Insieme a lui anche Vittorio Sgarbi, anche lui ospite di Al Bano.

Cerrate è un orgoglio per tutti, ed è l’unico bene in puglia tutelato dal Fai. Dopo secoli di abbandono in cui le sue mura stavano per crollare è arrivata la svolta e i passi avanti già si vedono: il verde intorno è curato, è stato sistemato un sistema di sorveglianza che la protegge dai vandali, ogni singolo reperto è stato catalogato e sistemato nel museo attiguo e presto partiranno i lavori strutturali. Ma soprattutto l’abbazia è aperta al pubblico con degli incaricati che ogni giorni accolgono e guidano i visitatori.