Porto, Guadagnuolo si arrabbia: “Consales mi mortifica”

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BRINDISI- Mortificato da affermazioni fantasiose. Il segretario wannabe dell’autorità portuale di Brindisi Manlio Guadagnuolo non ci sta. Non ci sta a subire in silenzio le accuse che, da mesi, arrivano dal sindaco Mimmo Consales e dai membri dell’autorità portuale. Non ci sta, visto che qull’incarico, almeno per il momento, non l’ha neppure avuto, ad essere tutt’ora oggetto di critiche ritenute ingiustificate. E così, carta e penna, lingegnere barese indicato dal presidente dell’authority Hercules Haralambides, scrive una lunga lettera. Lettera aperta, come si suol dire. Indirizzata alla  stampa e agli organi di informazione.

“Illustrissimo Sindaco – scrive Guadagnuolo – mi duole rilevare che Lei continua, ancora una volta e inspiegabilmente, ad effettuare nei miei confronti affermazioni non vere e non corrette, assolutamente prive di alcun fondamento, che sono state e continuano ad essere determinanti per la mia, ad oggi, mancata nomina a Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Brindisi”

L’ingegnere si riferisce ad alcune frasi calde di Consales. Una su tutte: “Guadagnuolo – disse il sindaco – è un professionista che sarebbe venuto a Brindisi per dichiarare guerra al porto di Bari”

E invece, l’ingegnere precisa come “Le ho espresso esattamente una mia intenzione contrarianella quale ho affermato che avrei voluto dare il mio contribuito per creare un “dialogo costruttivo e realizzare un clima positivo tra le istituzioni, con gli operatori portuali, con i lavoratori del porto, con i cittadini e anche con la stampa”. E’ stato Lei, Sig. Sindaco, a rappresentarmi che teneva moltissimo al ripristino di una linea marittima Brindisi-Durazzo – anche in concorrenza con il Porto di Bari – in quanto a Suo dire non era più possibile che il Porto di Brindisi non avesse un simile collegamento diretto”

A margine, altre contestazioni e, soprattutto, delle domande rivolte al primo cittadino. Mirate a chiarire il perché di un ostracismo che, al diretto interessato, appare inspiegabile.

Ma la domanda vera è un’altra. C’è una regia occulta dietro il no a Guadagnuolo, segretario wannabe più bistrattato d’Italia?