Il decreto sul commissariamento dell’Ilva adesso è legge

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TARANTO- Il decreto 61 sul commissariamento dell’ilva adesso è legge. Il testo è passato al senato senza modifiche con 206 voti favorevoli, 19 contrari e 10 astenuti, tutti di Sel.

Il movimento 5 stelle ha invece abbandonato l’aula per protesta. Le nuove disposizioni a tutela dell’ambiente della salute e del lavoro riguarderanno tutti i siti produttivi riconosciuti di interesse strategico nazionale. Nessuna variazione dunque al testo approvato alla camera lo scorso 11 luglio: la legge prevede che il consiglio dei ministri possa commissariare le imprese di interesse strategico nazionale con almeno 1000 dipendenti che mettono in pericolo, con la loro produzione e con la reiterata inosservanza dell’Aia, l’ambiente e la salute dei cittadini.

E sarà l’Ispra a dover certificare queste inosservanze e per questo motivo saranno destinati all’ente 90mila euro all’anno per le attività di controllo. Il rapporto sulla valutazione del danno sanitario non modifica l’aia ma la regione competente può chiedere il riesame. La legge prevede inoltre che le somme sottoposte a sequestro devono essere destinate agli interventi di bonifica. Nello specifico, la regione Puglia, per gli interventi di risanamento del territorio di Taranto può derogare al patto di stabilità. Il commissario Bondi dovrà relazionare ogni 6 mesi al parlamento sulla sua attività mentre il sub commissario Ronchi ohni 3 mesi dovrà proporre soluzioni per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti del ciclo produttivo dell’ilva, portando avanti inoltre iniziative di monitoraggio epidemiologico. Intanto il governo fa sapere che “da qui a tre anni quello tarantino sarà il siderurgico più moderno ed efficiente al mondo”.

Il ministro Orlando è stato chiaro con il commissario Bondi: “Bisogna separare – ha detto – la funzione di commissario da quella della proprietà”.