Condanna di Berlusconi, caos nel Pdl: convocati tutti i Parlamentari

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LECCE- Ora che la condanna di Silvio Berlusconi, a 4 anni per frode fiscale, è diventata definitiva, c’è grande rabbia e incertezza nelle fila del Pdl. In mattinata, è arrivato a tutti i parlamentari un sms per convocare con urgenza un incontro pomeridiano con il Cavaliere. “Ci sono due linee di pensiero- spiega l’on. Vitali– o si va a voto subito, con Berlusconi leader, anche se non candidato, o si resta in campo con il governo delle larghe intese. Oggi si sceglierà la strada”.

E’ sicuro che adesso il Pdl cercherà di riformare la giustizia con ogni mezzo.

Nel centrodestra salentino, Fitto in primis, parlano di sentenza politica, di persecuzione della magistratura, nel Pd ripetono che nulla cambierà, ma gli esponenti di Sel, con Nichi Vendola in testa, chiedono che i democratici mollino il Cavaliere. Alle prossime elezioni Silvio Berlusconi non potrà candidarsi: secondo il decreto Monti è incandidabile chi ha condanne definitive superiori a 2 anni.

I parlamentari salentini sono in attesa, ma dicono di non conoscere la strategia che cercherà di adottare il partito. A parte l’indignazione per la sentenza e l’ipotesi di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea, i seguaci di Berlusconi brancolano nel buio. Qualcuno, col senno di poi, si rammarica perché il partito non ha avviato prima la successione al Cavaliere. La risposta è sempre la stessa: si è sempre vinto solo grazie a Berlusconi.

ll Senato, dunque, in base a questa legge, sarà chiamato a votare la decadenza del Cavaliere da parlamentare, senza aspettare l’interdizione dai pubblici uffici. La giunta per le Immunità del Senato, presieduta da Dario Stefano(Sel), è già a lavoro per istruire la procedura: dovrà pronunciarsi sui requisiti di eleggibilità di Berlusconi, che è stato eletto in Molise.
C’è anche un ex, eccellente che commenta la sentenza in modo laconico, Alfredo Mantovano, ora ritiratosi dalle scene politiche, che al telefono fa capire che si aspettava tutto. “La Cassazione ha pochissimi margini, c’era da aspettarsi una condanna” – spiega l’ex sottosegretario. Tra le righe si legge una sorta di “ve lo avevo detto che era necessario prepararsi al dopo Berlusconi”.