Fine delle polemiche tra Orlando e Bondi

Enrico Bondi

TARANTO- Una settimana dopo il rinvio c’è stato l’atteso incontro tra il ministro dell’ambiente orlando e il commissario straordinario dell’ilva Bondi. Orlando aveva convocato Bondi dopo le polemiche sulle parole, poi smentite, del commissario sulla situazione sanitaria a Taranto.

“A Taranto I tumori sono dovuti al fumo di sigarette”, c’era scritto in un documento presentato dai consulenti dell’Ilva. Nella lettera che a metà luglio l’ilva inviò al presidente della regione Puglia Vendola si contestavano i criteri adottati e le procedura valutativa seguita dall’arpa e dalla regione nel rapporto di valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva.

Bondi attaccò l’arpa e le sue conclusioni scientifiche addossando la responsabilità dell’aumento dei tumori a Taranto al consumo di sigarette. Parole inaccettabili, in linea con la vecchia proprietà disse qualcuno, che scatenarono la dura reazione anche di associazioni e cittadini. In molti chiesero le dimissioni di Bondi che però è rimasto al suo posto e ha istituto pochi giorni fa il dipartimento per i lavori dell’Aia.

E proprio l’aia è stata l’argomento principale del colloquio tra il ministro e il commissario, mentre in Senato si dibatteva sul decreto 61 che commissaria lo stabilimento siderurgico. Nell’aula del Senato il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle sta facendo ostruzionismo per cercare di rallentare e bloccare la conversione del decreto legge sul’Ilva. I senatori a 5 stelle la scorsa settimana  avevano denunciato l’atteggiamento anti-parlamentare del governo che ha blindato il decreto Ilva imponendo il ritiro di tutti gli emendamenti da parte della maggioranza. Ma nelle prossime ore si dovrebbe andare al voto mentre è stato comunicato che l’Ilva si è separata dal gruppo Riva Fire.