Aperture extra Castello Svevo, Mazza e Carone: “Si poteva fare di più”

Castello svevo  Oria

ORIA- Aperture extra del castello svevo di Oria. Si doveva e si poteva fare di più. Se il proverbio recita “chi si accontenta gode”, lo stesso non si può dire per i consiglieri Comunali federiciani Angelo Mazza (io amo Oria) e Tommaso Carone (Oria è) che, piuttosto che prendere per buona la novella delle nuove aperture a pubblico e turisti del maniero, lamentano l’esito finale di una trattativa tra Procura di Brindisi, Comune di Oria e Legambiente, associazione custode giudiziale del castello.

“Si poteva fare di più”, secondo i due rappresentanti dell’assise. Delusi dal risultato a margine dell’incontro avvenuto tra il procuratore capo Marco di Napoli e il sindaco Cosimo Pomarico. Le premesse, secondo i due sottoscrittori di un comunicato stampa, erano ben altre. Anche a fronte della petizione di oltre 2000 firme lanciata dall’imprenditore Angelo Lippolis.

“Cosa sia successo dopo essere usciti dagli Uffici della Procura tra Amministrazione Comunale e Custode Giudiziale – scrivono Carone e Mazza –  non è dato di sapere giacchépur democraticamente ammessi a partecipare agli incontri precedenti, sono rimasti esclusi per ragioni ad oggi ancora sconosciute. Un fatto è certo: la fase conclusiva che, alla luce del proficuo incontro avuto in Procura, doveva vedere la maggiore interazione possibile tra Custode Giudiziale ed Amministrazione Comunale, ha avuto un epilogo tanto inaspettato quanto deludente.

Il Sindaco – scrivono i consiglieri –  si è accontentato di soli altri quattro giorni quando invece la disponibilità della Procura e le potenzialità in termini di supporto logistico che poteva e può dare l’Amministrazione Comunale, avrebbero invece consentito un’apertura se non giornaliera, quanto meno più significativa rispetto a quella poi stabilita”.

I motivi di una mancata riapertura giornaliera sarebbero riconducibili a difficoltà organizzative della sezione cittadina di Legambiente.

“Chi scrive comprende perfettamente le difficoltà organizzative e di mezzi del Circolo “Piaroa” Legambiente, ma  – si legge nella nota – va pure detto che l’esigenza ed anzi la concreta possibilità di tenere aperto il Castello è ragione di pubblico interesse che travalica evidentemente le ragioni del privato e guarda necessariamente oltre i limiti rappresentati dal Custode. Proprio per questo, le iniziative bipartisan assunte dal Consiglio Comunale e le rassicurazioni date dal Sindaco avrebbero consentito di superare i limiti anzidetti e avrebbero dovuto quindi condurre ad un risultato ben diverso rispetto a quello conseguito”.

Difficile, ad ogni modo, che la situazione possa cambiare. Almeno nel breve. Ad oggi, restano confermate le aperture già previste del 4, 9, 10 e 11 agosto più quelle extra del 15, 18, 25 e 20 dello stesso mese.

Chi si accontenta gode? Non tra le mura erette da Federico II.