Regionale 8, due corsie solo nei tratti iniziale e finale

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MELENUDUGNO- I mezzi sono a lavoro, come ogni mattina. Spianano il tufo e divorano ettari di campagne. Dovrà abbandonare ogni speranza chi pensava che, al di là del tratto di fronte a Strudà, il resto della Regionale 8 potesse essere ridotto a due corsie, magari affiancate da piste ciclabili. E questo nonostante la proposta di variante avanzata dal sindaco di Vernole, Luca De Carlo, lo scorso 15 luglio, in commissione regionale. 
Non c’è scampo per le 4 corsie. Non, almeno, nel segmento centrale della strada. La possibilità di dimezzare la sezione stradale c’è solo per il tratto iniziale e finale del tragitto, nel territorio di Lecce e in quello di Melendugno. Per il resto, una strada a fisarmonica non è fattibile. Pare essere categorica la posizione degli addetti ai lavori, a Bari come a Lecce. Categorica per quanto non ancora ufficiale. Per ora, infatti, il cantiere va avanti in base al vecchio progetto, perchè anche per la semplice analisi delle proposte di variante bisognerà aspettare dopo l’estate.

Come comunicato lunedì al sindaco di Melendugno, la giunta regionale non ha ancora emanato la delibera che dà incarico e indirizzo al responsabile unico del procedimento, l’ing. Antonio Pulli, di procedere alla riprogettazione della strada, tenendo conto delle proposte arrivate dal territorio. Dunque, si diceva, bisognerà attendere.

Con quella che pare essere una certezza in più: nel tratto ricadente nel feudo di Vernole, la regionale continuerà a essere a 4 corsie. L’unica variante a cui si sta lavorando prevede il raddoppio dell’attuale sezione, che dovrebbe entrare dentro questi orti e giardini. Unica opzione, comunque tutta da verificare, rispetto al progetto originario che prevede il proseguimento del percorso sull’altura, alle spalle di masserie e opificio, praticamente in mezzo al recinto dove, sotto il sole, riposano i bovini. 

Lina Cucugliato porta avanti quest’azienda di famiglia, che fa incetta di premi per la qualità dei suoi prodotti. Formaggi, carni, olio, il tutto secondo le più moderne tecnologie del risparmio energetico e del rispetto ambientale. Un’azienda agricola che ha precorso i tempi e i modelli di crescita che oggi si decantano. Sarà messa in ginocchio. E lo stesso rischia anche l’oleificio Sant’Anna, 982 soci e produzioni certificate Dop e biologico da esportare anche negli Usa.

Michele Doria è l’anima della cooperativa. Ci porta a vedere che cosa questi luoghi sono, ulivi di duemila anni che ancora producono e lasciano senza fiato. Quelli meno fortunati, in prossimità dell’arteria da raddoppiare, sono espiantati o stanno per essere potati per essere sradicati. Anche se questa non è la stagione per farlo. Ma tanto che importa. A chi importa. Vuoi mettere l’ebrezza di percorrere un’autostrada semivuota, anche se è ormai agosto e se si è nell’orario di punta. È il vestito slabbrato gettato addosso a un corpo minuto, quando bastava soltanto la sua messa in sicurezza. Che sarebbe costata molto meno dei 55milioni di euro appaltati.