Distributori di benzina “ghost”, Castellana: “A rischio mile posti di lavoro”

distributore di benzina

TARANTO- La liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti, prevista dal decreto “salva Italia” del precedente governo Monti, ha legalizzato i cosiddetti impianti “ghost”, gli impianti fantasma ovvero quelli non serviti dai benzinai. Che adesso, tra Taranto e provincia, rischiano il posto di lavoro e sono almeno seicento.
L’allarme lo ha lanciato la Figisc-Confcommercio, la federazione provinciale dei gestori degli impianti stradali di carburanti che chiede più controlli sll’ispettirato del lavoro. Il presidente della federazione è paolo castellana ha chiesto il rispetto della legge che autorizza l’esistenza di questi impianto solo all’esterno dei centri abitati.

Quindi il sindacato si sta muovendo e oggi chiederà all’ispettorato del lavoro maggiori controlli sulle unità in servizio negli impianti “ghost” per capire come sono contrattualizzati. “Nel giro di pochi mesi nella provincia di Taranto quasi mille persone perderanno il posto di lavoro – ha denunciato Castellana – e questo perché i distributori ghost sono presenti nelle città in contrasto con le norme del settore”.

“Le società petrolifere – continua il presidente della Fifisc – in questo periodo stanno allettando i consumatori a rivolgersi agli impianti ghost per uno sconto di 15 centesimi al litro. Sugli impianti dove è presente il gestore – continua – le società petrolifere lucrano almeno 12 centesimi in più rispetto a un impianto automatizzato”. Castellana spiega come sia semplice aggirare le norme: “le società petrolifere – aggiunge – realizzano società ad hoc a lato di quella principale e le affidano la gestuione degli impianti automatizzati. Per non lasciare incustodito l’impianto assumono un dipendente con un altro tipo di contratto, e riconosce a quello che una cvolta era il gestore, qualcosa come 500 euro al mese con l’obbligo di vigilare almeno 10 ore al giorno. Due euro all’ora circa”.

Quello che adesso sembra un vantaggio per il consumatore – conclude castellana – presto non lo sarà più perché quando tutti gli impianti diventeranno ghost  saranno le società pèetrolifere CHE decideranno il prezzo del carburanTe .