Rispunta il progetto del Sansificio, è già scontro

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TREPUZZI- Per molti, pareva essere un capitolo chiuso. Invece, si riapre pienamente la partita sul Sansificio di Trepuzzi. C’è chi la chiama “delocalizzazione” verso la periferia dell’opificio che, fino al 2008, ha operato nel centro abitato, a due passi dalla scuola e da centri di ricreazione sportiva. Per molti, al contrario, si tratta di un vero e proprio progetto ex novo, che prevede l’edificazione dell’impianto per la produzione di nocciolino, ricavato dalla sansa, in contrada Bonavoglia-Sgobitello, tra l’altro a 400metri dal centro abitato ed in particolare dal quartiere Votano-Specchia. Un progetto rimasto nel cassetto per cinque anni, dopo aver incassato, nel 2008, i pareri degli enti competenti. Mancava solo il permesso di costruire, mai chiesto dalla proprietà, la Calor System srl, se non nella scorsa primavera. A giugno, è arrivata la firma della convenzione con il Comune.

E da allora, apriti cielo. Quest’ ultimo passaggio, infatti, è passato sotto silenzio. Non è stato coinvolto il consiglio comunale, non è stata coinvolta neppure la giunta del sindaco Oronzo Valzano. Particolare emerso lo scorso 17 luglio, in una riunione di commissione. Certo, il progetto iniziale, presentato contestualmente alla chiusura del precedente opificio, interessato ora da una lottizzazione in corso, era stato discusso in consiglio, perché richiedeva una variante urbanistica al Pug, prevedendo la trasformazione di quella zona da agricola a industriale. Da allora, appunto, più nulla. Per quanto tempi e sensibilità siano profondamente cambianti. Il progetto, infatti, non è sottoposto a Via e questo perché, come spiega il sindaco, “il volume di lavorazione della materia prima non raggiunge il valore soglia imposto per attivare obbligatoriamente la valutazione di impatto ambientale”.

C’è anche questo alla base delle barricate che si stanno preparando tra la popolazione. Il 7 agosto è prevista una prima protesta, mentre l’opposizione ha già fatto sapere quali sono le proprie perplessità, chiedendo  la convocazione della II Commissione Urbanistica e Sanità e di un Consiglio comunale monotematico per l’esame della questione dal punto di vista tecnico e burocratico e per valutare i rischi eventuali che incombono sulla salute dei cittadini di Trepuzzi.

“il problema principale, allora come oggi, è che il “nocciolino”- dicono- non è un prodotto alimentare, ma è un combustibile, quindi l’impianto in questione potrebbe avere una natura diversa da quella autorizzata, cioè legata ad un’attività non strettamente connessa alla trasformazione di prodotti agricoli.  Riteniamo che serva molta attenzione alle emissioni di stabilimenti all’apparenza innocui, che invece potrebbero incidere pesantemente sulla nostra salute”. Specie in un’area già gravata dalla vicina Cerano e dalla Biosud di Surbo.