Omicidio-suicidio Taurisano, il giallo della pistola

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TAURISANO- Sarà il medico legale Roberto Vaglio ad eseguire l’autopsia sui cadaveri dei coniugi di Taurisano. L’incarico sarà conferito nelle prossime ore dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta che sta indagando sulla tragedia che ha scosso l’intera comunità del sud salento, e non solo. Intanto l’attenzione degli investigatori si sta concentrando sull’arma del delitto, irregolarmente detenuta in Italia.
Franco Capone, 46 anni, ha prima ucciso la ex moglie, Erika Ciurlia, di 43, e poi si è tolto la vita. Lei un mese fa era andata via di casa con le due figlie, di 25 e quattro anni. Lui aveva tentato la riappacificazione. Per questo le aveva chiesto un incontro. Probabilmente aveva cercato anche un approccio sessuale e di fronte ai no della donna ha perso la testa.

Ha tirato fuori la pistola e ha esploso due colpi sul volto, mentre lei era ancora in macchina. Poi si è seduto accanto alla 43enne, sul sedile del lato passeggero, e si è suicidato.

Gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Casarano, che hanno setacciato la vettura, una Fiat Punto di colore bianco, trovato proiettili e ogive, ascoltato parenti e amici delle vittime, si stanno concentrando proprio sull’arma.

Si tratta di una Tokarev 7,62, di provenienza straniera, non censita, importata e detenuta clandestinamente. Nei prossimi giorni passerà al vaglio dei carabinieri del Ris di Roma che dovranno accertare se sia stata precedentemente utilizzata per commettere altri delitti.