Danno sanitario, “Giù le mani dalla legge”

ospedale

BRINDISI- La legge regionale sulla valutazione del danno sanitario per le industrie ad alto impatto ambientale di Brindisi e Taranto non si tocca. Lo sottolinea l’associazione “Passeggino rosso” che punta il dito contro una serie di grandi aziende che si sono rivolte al Tar per annullare il regolamento della legge, ponendo persino la questione di incostituzionalità. In sostanza la legge 21/2012 della Regione Puglia, nata allo scopo di tutelare la salute e l’ambiente , prevede che a fronte di patologie accertate si riducano le emissioni inquinanti sino all’inevitabile chiusura degli impianti individuati come fonte accertata di pericolo.

L’Asl e l’Arpa sono gli organismi incaricati a redigere, con aggiornamento almeno annuale, un rapporto di Valutazione del danno sanitario anche sulla base del Registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale. Alcuni giganti industriali tra cui l’Eni con la raffineria di Taranto, l’Enel con gli impianti di Brindisi, la Cementir di Taranto, ed ancora Edipower, Enipower e Basell, si sono opposti contrastano la suddetta norma con la motivazione che si creerebbe un divario fra chi opera in Puglia e chi, invece, nelle altre regioni italiane.
Per il passeggino rosso la legge, al contrario, è una grande opportunità di difesa di un territorio che a differenza di altri ha subito per anni un vero e proprio martirio.

Da qui l’appello ai rappresentanti istituzionali e, in particolare al Sindaco di Brindisi, affinchè si impegni per la tutela della norma approvata dalla giunta Vendola, e affinchè chieda pubblicamente alle aziende brindisine la revoca del ricorso al Tar .