Orrore a Taurisano, uomo ammazza l’ex moglie e poi si uccide

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TAURISANO- Le ha sparato due colpi di pistola in testa a bruciapelo, dopo averla bloccata in auto, mentre lei urlava perché aveva visto l’arma ed aveva capito le intenzioni del marito. Poi ha rivoltato la pistola, una calibro 7.65 contro se stesso e si è sparato un colpo alla tempia. Franco Capone, 47 anni, da tutti conosciuto come Franchino, all’arrivo dei soccorsi respirava ancora. Ma la sua agonia è durata poco.  Il colpo in testa non gli ha lasciato scampo.

Sotto il sole rovente di fine luglio ha posto fine alla sua vita e a quella della moglie Erika Ciurlia, 43 anni. Non aveva accettato la Franco Caponeseparazione e l’allontanamento da casa della donna, che stanca dei continui litigi, aveva lasciato questa bella villa alla periferia di Taurisano, in via delle Tabacchine, e da un mesetto era tornata a vivere con i genitori.

SONY DSCUna tragedia famigliare, un dramma improvviso, inaspettato, probabilmente imprevedibile, nonostante qualche avvisaglia in passato ci fosse stata. Nel maggio scorso la donna si era rivolta agli agenti del commissariato di Taurisano per denunciare il marito che in preda ad uno scatto d’ira l’aveva minacciata con un ascia. Aveva paura, e aveva chiesto aiuto. Ma l’episodio era rimasto isolato, senza conseguenze, almeno all’apparenza. Nella mente dell’uomo, evidentemente, la rabbia e la disperazione covavano ancora, sino al tragico epilogo. Una famiglia distrutta, con tre figli una ragazza ed un ragazzo, poco più che 20enni ed una bimba di soli 4 anni.

La tragedia alle 10, 30 circa del mattino. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce diretti dal capitano Biagio Marro e della compagnia di Casarano, Franco Capone avrebbe chiamato al telefono la donna chiedendole un incontro. Erika Ciurlia, a bordo della Punto sulla quale si è consumato l’omicidio ha raggiunto la villa alla periferia di Taurisano, e come era abituata a fare è entrata nel cortile. Poi, forse per riparare il mezzo calura, ha parcheggiato nel garage, dove l’uomo aveva sistemato la sua officina di carrozzeria e dove ogni giorno lavorava riparando auto.

Lui è entrato in auto, ha estratto la pistola e le ha sparato, poi si è ucciso. Urla di terrore quelle che hanno sentito i vicini ed il figlio, Erika Frida Ciurlial’unico in casa in quel momento. È stato lui a trovare i corpi e ad allertare il 118 e poi le forze dell’ordine.

Pochi minuti e la via si è riempita di pattuglie, militari e agenti. A poco a poco i vicini si sono riversati per strada, increduli. Sono arrivati i familiari, di lei e di lui. Le urla di disperazione hanno risuonato per strada per tutto il tempo in cui le forze dell’ordine, proteggendo la scena da occhi indiscreti, hanno compiuto i rilievi. Accanto ai corpi l’arma, una calibro 7,65 che l’uomo si era procurato non si sa come, a pochi metri la punto della donna, poi portata via con il carro attrezzi. Sul posto il medico legale Roberto

Vaglio che nei prossimi giorni eseguirà l’autopsia e il magistrato di turno, il dottor Gagliotta. A lui si è rivolto il padre dell’assassino, in un inutile disperato tentativo di far rimanere a casa la salma del figlio.

Tutto intorno gli amici e i conoscenti, a commentare una tragedia assurda. Brava gente, dicono tutti. Un matrimonio finito male, forse a causa anche di qualche problema economico. Ma nessuno si aspettava un gesto simile. Un fatto di sangue che ha sconvolto la tranquillità di una comunità che conosceva bene la coppia e che ora piange pensando anche ai figli e ad una bambina in tenera età a cui qualcuno dovrà, prima o poi, dare delle spiegazioni.

Mariella Costantini

 

 

 Foto Antonio Castelluzzo