Ilva: 52 tarantini ricorrono a Cedu, violato il diritto alla vita

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TARANTO- Un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo e’ stato presentato da 52 cittadini di Taranto – di eta’ compresa tra i 19 e i 67 anni, alcuni dei quali ammalati – che lamentano la violazione del diritto alla vita da parte dello Stato Italiano per la vicenda Ilva. Secondo i ricorrenti, l’emergenza sanitaria in atto a Taranto non e’ stata tenuta in considerazione dalle autorita’ italiane che, anziche’ tutelare la salute pubblica, hanno scelto di assecondare le ragioni del privato, l’Ilva Spa.

Nel ricorso si fa riferimento agli articoli 2 e 8 della Convenzione europea, che sanciscono il diritto alla vita, e all’articolo 191 del Trattato di Lisbona che stabilisce il principio d’intervento immediato ed efficace di uno Stato membro per prevenire danni alla salute pubblica, senza attendere la certezza del danno.

All’iniziativa – promossa e supportata economicamente e legalmente dal comitato ambientalista tarantino Legamjonici – hanno aderito alcune persone ammalate, la piu’ giovane delle quali ha deciso di firmare il ricorso dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello.