Giustizia e diritti civili, continua la battaglia per il referendum

Tribunale di Lecce

LECCE- I radicali continuano la loro battaglia nelle piazze e davanti ai tribunali italiani: l’obiettivo è far conoscere a tutti i 12 quesiti referendari che potrebbero cambiare la giustizia e i diritti civili. In mattinata, a Lecce, è stata aperta la raccolta delle firme davanti al Tribunale: presenti esponenti del centrodestra salentino, che hanno voluto metterci la faccia per quella che viene definita una battaglia di civiltà.

Il Pdl ha deciso di appoggiare apertamente i referendum sulla “giustizia giusta” e in Puglia si è mosso con il partito di Pannella per la raccolta firme: responsabilità civile dei magistrati, suddiviso in 2 quesiti, perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite; separazione delle carriere dei magistrati, per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa; magistrati fuori ruolo, per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario;  ergastolo, per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato; custodia cautelare, per limitare il carcere preventivo, cioè prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi.

Ma ci sono importanti quesiti anche nel campo dei diritti civili: divorzio breve, per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione ­­prima di poter chiedere il divorzio; droghe (niente carcere per fatti di lieve entità);  lavoro e immigrazione, per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri; abolizione finanziamento pubblico partiti: il popolo italiano aveva già deciso per l’abolizione, ma è stato introdotto l’escamotage dei rimborsi; otto per mille, per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta. Vecchie battaglie che per anni un legislatore malato di atrofia non è riuscito a portare avanti.

Per i radicali questa è la volta buona: i tempi sono maturi e anche le coscienze. L’onorevole Zamparutti, mentre aspetta la posizione ufficiale del movimento di Grillo, ricorda che anche chi è contrario dovrebbe confrontarsi all’interno della consultazione: su queste annose questioni deve esprimersi il popolo italiano. Sono necessarie 500 mila firme e in ogni comune è possibile raccoglierle: si può apporre la firma per i referendum in ogni segreteria comunale.