Francavilla 2014, centristi a caccia di un candidato sindaco

Giuseppe Salonna

FRANCAVILLA- Chiamatelo braccio di ferro o, se preferite, prove tecniche di una nuova fase politica che, proprio da Francavilla, mette fine a quel laboratorio politico creato nel 2009 ma che oggi, estate 2013, sembra davvero essere sul viale del tramonto. Perché se il Pd ha già insignito il suo Maurizio Bruno come candidato in pectore da presentare ad un tavolo di coalizione allargato, i presunti “alleati” il tavolo se lo son fatti da soli, sottoscrivendo un patto federativo al fine di condividere un unico progetto politico programmatico.
Noi Centro, Udc e Mas, insomma, fanno gioco a se e, prendendo per buone le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai centristi che continuano a rigettare l’ipotesi primarie invocata dal Pd, vanno a caccia del loro candidato sindaco.

“Nel patto – spiega il coordinatore provinciale di Noi Centro Giuseppe Salonna – sono stati stabiliti alcuni punti chiave e cioè che la Federazione potrà accogliere altri partiti o movimenti, senza pregiudizio alcuno, che intenderanno sottoscrivere integralmente questo documento e che si pongano in posizione di sostanziale discontinuità con i gruppi politici che hanno governato negli ultimi anni il Comune di Francavilla, o che abbiano dato segno di una rottura con le passate Amministrazioni e che saranno accettati all’unanimità dal Direttivo in essere”.

Questo il patto. Che riguarda, però, anche l’individuazione del candidato alla fascia tricolore.“Si condividerà – prosegue Salonna – la scelta del candidato Sindaco, ricercando una figura proveniente dalla società civile che possa contenere in se alti requisiti professionali, umani e morali ritenuti necessari dai partiti e si ponga in sostanziale discontinuità con il passato. Nel caso di assenza di tale riscontro, si procederà alla individuazione di un profilo interno e condiviso da tutte le forze politiche, con pari requisiti su citati”.

Nessun riferimento al Pd. Nessun riferimento neanche a Maurizio Bruno. Trattative finite? Ognuno per la sua strada? Al momento, sembrerebbe di sì. Eppure, in una campagna elettorale lunga quasi un anno (si voterà nella primavera 2014) è giusto considerare tutto in divenire. Anche la fine o la rinascita di un laboratorio, al momento alle prese con reazioni chimiche tutt’altro che stabili.