Donne nel mirino

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LECCE- C’è chi ancora si ostina a non chiamarlo “femminicidio”. Il lungo elenco delle donne vittime di violenza assassina, quella lunga scia di mogli, compagne, fidanzate, che pagano con la vita la loro indipendenza, ha toccato anche il Salento. Il grilletto azionato contro Erika, a Taurisano, è solo la punta di un iceberg molto più grande e più preoccupante e che conta 540 richieste di aiuto solo nel primo semestre 2013. E solo in provincia di Lecce. Numeri astronomici, ma che pure si riferiscono soltanto alle denunce presentate.

Il sommerso è ancora indecifrabile. I dati sono quelli diffusi dal Centro Antiviolenza Renata Fonte e riguardano casi, quasi sempre, di  maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche, oltre allo stalking. Le vittime sono donne tra i 25 e i 60 anni, la gran parte già madri.

Di tutte loro, solo il 25% ha denunciato formalmente il partner alle forze dell’ordine. Quasi sempre, si subisce e basta, anche se si tratta di violenza sessuale tra le mura domestiche. Si sta in silenzio, spesso per amore dei figli, per i quali, però , le conseguenze posso essere anche notevoli, perchè vittime di “violenza assistita”, come  se quei maltrattamenti li avessero subiti loro stessi. . C’è anche la crisi a inasprire i rapporti familiari e a rendere le donne più dipendenti e più esposte. “E’ dentro un contesto globale di cultura, di organizzazione dell’immaginario del vocabolario che noi dobbiamo leggere alcuni fatti di cronaca nera che veramente ci tolgono il fiato”. A dirlo è stato il presidente della regione puglia, nichi Vendola, nel commentare la tragedia di Taurisano. ““Ancora una donna che viene punita per il suo atto di libertà – ha aggiunto Vendola – una donna che viene punita dal suo uomo, capace anche di sopprimere se stesso, la propria vita, pur di non riconoscere la libertà a colei che considerava una sua proprietà privata. Ha avuto bisogno di negarle la vita per poterle negare la libertà. Per parlare di femminicidio oggi bisogna, in positivo, parlare della libertà della donna”.

È il secondo caso in 24 ore in italia, dopo quello di massa carrara.

“Questa è una vicenda Tanto più agghiacciante perchè la reazione violenta era stata persino segnalata”, commentano i parlamentari pd salvatore capone e tersa Bellanova.

Un mese fa,  la ratifica della Convenzione di Istanbul contro il femminicidio e la violenza di genere. La strada da fare, però, è tutta in salita.